Nella P3 un groviglio di reati


ROMA.Corruzione, abuso d'ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio. Persino riciclaggio. Squarcia il velo su un fitto groviglio di episodi delittuosi l'inchiesta della procura capitolina sulla P3. Delitti che i magistrati si preparano a contestare nei prossimi giorni, man mano che a piazzale Clodio si terranno i nuovi interrogatori dei politici, dei magistrati e degli altri personaggi rimasti impigliati nelle indagini sul sodalizio occulto guidato da Flavio Carboni.
Il terremoto giudiziario che ha investito i palazzi del potere è dunque destinato a dare nuove scosse; e a portare all'iscrizione di nuovi nomi sul registro degli indagati. A sottolineare l'esistenza, accanto al delitto associativo, di numerosi «delitti fine», era stato lo stesso gip, Giovanni De Donato, nell'ordinanza di custodia cautelare recapitata ai tre arrestati (oltre a Carboni, il giudice tributarista Pasquale Lombardi e l'imprenditore napoletano Arcangelo Martino). Delitti «che emergono con una certa evidenza e sui quali, allo stato, il pm non ha ritenuto di formalizzare richieste a questo giudice», scriveva De Donato delineando i contorni di un'associazione segreta dotata di un ramo commerciale e dedita «all'inquinamento del sistema democratico previsto dalla Costituzione».
I magistrati, che hanno già indagato per violazione della Legge Anselmi gli onorevoli Denis Verdini, Marcello Dell'Utri e Nicola Cosentino, sono in attesa dell'ultimo rapporto investigativo sulle operazioni finanziarie compiute da Carboni durante il periodo dell'indagine. Operazioni sull'eolico che in parte già riconducono a Verdini. Ma quello finanziario è solo uno dei fronti aperti.
A piazzale Clodio continuano infatti gli interrogatori di chi partecipò alla riunione, a casa Verdini, in cui si decisero le manovre di avvicinamento ai giudici della Consulta impegnati con i ricorsi sul Lodo Alfano. Tra questi il sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo, il capo degli ispettori di via Arenula, Arcibaldo Miller e l'avvocato generale presso la Cassazione Antonio Martone (da ieri in pensione).
A palazzo di giustizia saranno però sentiti anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, e l'ex presidente della Corte suprema Vincenzo Carbone.
Ma le toghe sfiorate dall'inchiesta sulla loggia P3 sono molte di più. Su tutte indagherà il Csm che aspetta gli atti dalla procura e che per ora si è limitato ad avviare la procedura per il trasferimento di Alfonso Marra, oggi presidente della Corte d'Appello di Milano. Il magistrato sponsorizzato dal sodalizio occulto sarà ascoltato lunedi dal consiglio. Ad assisterlo sarà l' ex pm di Mani pulite, Piercamillo Davigo. Ma a suo carico è già partita anche l'azione dispilinare disposta dal Pg di Cassazione.

Natalia Andreani