Incolti, regolamento tutto da definire per evitare guai

MONTU' BECCARIA.Le ordinanze dei sindaci ci sono, il regolamento è stato adottato, già da tempo, da ben 20 comuni vitivinicoli di Valle Versa e Valle Scuropasso, ma non si sa ancora come procedere nell'affrontare la flavescenza dorata. Anzi in qualche caso i vitivicoltori che hanno ubbidito al regolamento del Comune e provato ad estirpare sterpaglie e piante dagli incolti, hanno rischiato di essere pesantemente sanzionati dalla Forestale perché sono intervenuti fuori calendario. «La flavescenza dorata non si può battere, se non ci sono regole condivise ed applicabili», fanno sapere sindaci ed agricoltori della Valle Versa. Si muovono anche le associazioni di categoria: «A breve - evidenzia, ad esempio, Carlo Crescimbini a nome della Cia, Confederazione italiana agricoltori - chiederemo un incontro con tutti i sindaci per affrontare questo problema. I terreni incolti sono un ricettacolo di questo fenomeno molto rischioso per l'attività vitivinicola». Alberto Vercesi, docente alla facoltà di Agraria di Piacenza dell'Università «Cattolica» e vicesindaco di Canneto, è stato, invece, incaricato dalla Provincia di predisporre il piano provinciale. «Il Comune - osserva il sindaco di Canneto, Francesca Panizzari - non ha alcuna competenza in materia di agricoltura se non la parte limitata e prevista dal regolamento di polizia rurale in merito alla piantumazione delle viti e piante a corretta distanza dalle strade». E' quanto mai utile l'approvazione del piano provinciale di indirizzo forestale, forse arriverà alla fine dell'anno. «Solo allora - evidenziano gli addetti ai lavori - sarà chiarito come considerare i terreni incolti». (p.r.)