«La produzione qui ha tenuto»

VOGHERA. L'Oltrepo, territorio vivace e dinamico, con 135 aziende e seimila occupati, si dimostra capace di reggere la grave crisi che ha messo in ginocchio l'economia nazionale. Un'attività produttiva diversificata e una capacità imprenditoriale rivolta alla ricerca e all'innovazione. Per queste ragioni è stato in grado di affrontare senza gravi contraccolpi la crisi.
Sono questi gli ingredienti di una ricetta contro la crisi che si sta rivelando vincente. E i dati che indicano l'utilizzo della Cassa integrazione confermano che questa parte della provincia di Pavia ha saputo affrontare e sfidare una congiuntura economica sfavorevole. Nei primi sei mesi del 2010 infatti le ore di cassa integrazione in Oltrepò sono circa la metà rispetto al Pavese e un terzo rispetto alla Lomellina.
Su un totale di 1.728.463 ore, l'Oltrepo ne ha richieste 238.251, il Pavese 532.432, la Lomellina 957.779, numeri che confermano la vitalità di questo territorio che ha saputo reagire con determinazione ai momenti difficili che hanno investito il Paese. «Il settore industriale oltrepadano - spiega Luciano Viola, vicepresidente dell'Unione industriali della provincia di Pavia, zona Oltrepo - risulta ben dimensionato ed equilibrato rispetto ad altre zone della nostra provincia. A parte la predominanza del settore metalmeccanico, la caratteristica è quella di avere una suddivisione quasi uguale tra gli altri settori merceologici».
Una situazione che, secondo il vicepresidente Viola, è espressione di una classe imprenditoriale particolarmente vivace, «che non si è riprodotta per donazione, ma che rivela uno spirito di ricerca di nuove attività produttive», senza scegliere la strada più semplice che è quella «di imitare quanto già esiste sul territorio».
L'Oltrepo è cosi riuscito a controbilanciare le difficoltà che colpiscono in modo più netto alcuni settori industriali, rispetto ad altri. Se il primato produttivo spetta al settore metalmeccanico con 2.700 occupati, al secondo posto troviamo il settore gomma e plastica con 850 addetti, mente 500 sono le persone che lavorano nei laterizi e manufatti in cemento, stesso numero il personale occupato nell'industria alimentare, 200 gli addetti nel settore gas- acqua, 150 nelle attività di riparazioni ferroviarie, 200 nella logistica e negli autotrasporti.
«Tra le particolarità produttive e le eccellenze esistenti sul territorio - afferma Viola - bisogna ricordare le aziende metalmeccaniche nel settore delle valvole per oleodotti e gasdotti, molto attive nei mercati internazionali e in forte controtendenza rispetto alla crisi che ci ha colpito, e del packaging alimentare, oltre alla storica produzione di articoli di cancelleria per uffici».
Olio, lieviti, molini e cantine vitivinicole sono aspetti produttivi di un'azienda alimentare particolarmente vivace. «Non bisogna dimenticare che l'Oltrepo è il primo produttore lombardo di vini - sottolinea il vicepresidente - e sta realizzando, anche grazie all'impegno delle piccole imprese, un prodotto di altissima qualità che contribuisce al buon nome del made in Italy. Esiste poi una filiera di prodotti legati al settore vitivinicolo, oltre ad aziende collegate all'agricoltura». Gli industriali però puntano il dito contro una carenza infrastrutturale che penalizza alcuni punti del territorio.

Stefania Prato /