In 90 attaccano don Tassone «Rispetti piazza Duomo»

PAVIA. «Piazza Duomo non deve diventare come Gardaland». Il Comitato vittime della torre di Pavia con una petizione attacca don Franco Tassone, parroco di S. Mauro e S. Salvatore. Contesta alcune affermazioni dello stesso don Tassone. «Abbiamo letto con preoccupazione le sue dichiarazioni - scrive il comitato - là dove lei si dichiara disponibile all'utilizzo di piazza Duomo come spazio di divertimento affermando che 'il commerciante vende e i giovani vivono". Questo modo di pensare ci sembra almeno riduttivo». «Se i commercianti vendono, garantiscono il controllo del suolo pubblico fino a mezzanotte, e le iniziative sono concordate con i cittadini - replica don Tassone - si evitano latrine a cielo aperto».
Il comitato, appoggiato da 90 firme, incalza: «Questo modo di pensare ci sembra riduttivo se non offensivo, se consideriamo il fatto che 21 anni fa quattro persone hanno perso la vita a causa del tragico crollo della torre Civica. Non possiamo ricordarci di loro solo il 17 marzo e poi dare spazio a qualsiasi iniziativa».
E conclude: «Riteniamo che lo spazio antistante la Cattedrale debba essere riservato a ben altre iniziative. Per il resto ci sono altre due piazze. Abbiamo disapprovato la collocazione della pista di ghiaccio, ora cosa ci dobbiamo attendere? Piazza Duomo non è Gardaland, e da lei ci attendevamo ben altre idee e proposte inerenti, ad esempio, la Missione popolare diocesiana e la riapertura del Duomo stesso».
«La memoria delle persone care che sono morte sotto il crollo della Torre merita che si parli di apertura della Cattedrale e di vivacizzazione della piazza cosiddetta 'Atrio di San Siro", una speranza di ricordo e di memoria che apra una solidarietà necessaria perchè simili tragedie non si ripetano - spiega don Tassone -. Oggi la piazza deve essere vissuta per dare continuità all'incontro con le generazioni e con nuovi stili di vita che vedono gli anziani protagonisti del primo mattino, le casalinghe nelle ore del mercato e le famiglie la sera, mentre la notte è ormai lasciata ai giovani, che bivaccano e lasciano agli operatori ecologici le macerie delle loro notti brave». E conclude: «Non ritengo di aver mai pensato ad un'area di divertimento alla Gardaland. Da settembre, proprio per stare uniti alle vittime della Torre, ai cittadini residenti e stanchi di sopportare schiamazzi, ai commercianti più o meno messi in causa sempre, organizzeremo eventi secondo il calendario liturgico e civile perchè viva la città e con essa tutti i suoi abitanti».