Caso ex zuccherificio Finbieticola: «Daremo lavoro a 35 persone»

VOGHERA. A Voghera la tensione sale sul caso della riconversione dell'ex zuccherificio di Casei. In gioco ormai non ci sono più solo quella ventina di posti di lavoro, ma anche gli equilibri del centrodestra. Ossia la guerra dichiarata della Lega Nord vogherese al presidente della Provincia, Vittorio Poma («ne abbiamo le scatole piene dei suoi metodi», si sfoga un dirigente del Carroccio) anche in vista delle elezioni provinciali. E tutto questo mentre Finbieticola fornisce (o meglio, ribadisce) i numeri ufficiali dell'accordo per la riconversione bloccato proprio dal Carroccio in Provincia.
Michele Rossi, attuale consulente per Finbieticola e ultimo direttore dello zuccherificio di Casei Gerola, spiega: «L'accordo formalizzato in Regione, in Provincia e con i tre Comuni interessati prevede l'assunzione di 25 persone, le cui professionalità sono tutte presenti tra gli attuali cassaintegrati. Per altre attività dell'indotto che si verrà a creare con la costruzione della centrale, sono previsti almeno una decina di altre assunzioni».
«Non so quali siano i numeri esatti - sbotta Filippo Musti, presidente di Asm Voghera e segretario della Lega - ma davvero per venti o trenta posti di lavoro vogliamo mettere in gioco l'ambiente e la sicurezza del nostro territorio? Possono bruciare biomasse ora, rifiuti più avanti. Che garanzie abbiamo? La Provincia ci chiede di firmare un accordo alla cieca, senza garanzie sulla sperimentazione della coltivazione del sorgo. Dite di si, propone, e poi vediamo... Beh, non ci stiamo». Finirà che la Lega voterà il candidato del centrosinistra alla Provincia? «Non esageriamo - replica secco Musti -, la verità è il Pd non esiste più e siamo rimasti soltanto noi a rappresentare le esigenze dei suoi elettori». Un gioco pesante, quello di Musti, perché non tutto il Carroccio è unito. Molti, ad esempio dalla Lomellina, sostengono la linea di Poma.
In questa vicenda, come ormai accade spesso, le posizioni politiche sono trasversali. Daniele Bosone, parlamentare Pd, difende l'ipotesi-centrale: «In questo modo la Lega non sta facendo gli interessi del territorio, vorrei sapere di chi o di che cosa sta facendo gli interessi. Cosi rischiamo di perdere i soldi della riconversione». «La rigidità di posizioni con cui viene affrontata la riconversione è semplicemente incomprensibile - commenta Angelo Zucchi, deputato Pd e vicepresidente della Commissione Agricoltura - soprattutto dopo che abbiamo assistito al silenzio assordante sulla centrale a gas da 400 megawatt di Voghera: in questa parte di territorio si tratta, infatti, di una centrale molto più piccola, e per di più a biomassa, che recupera posti di lavoro preziosi e risorse economiche».
Secondo il capogruppo Pd in Provincia, Pierangelo Fazzini, e il consigliere regionale Giuseppe Villani «è vergognoso lo spettacolo offerto dalla Lega e dal Pdl che sulla testa di tutti si permettono di far saltare un accordo che finalmente mette fine ad una vicenda insopportabile».