Vigevano, aumentano le razioni d'acqua a psichiatria

VIGEVANO. Una bottiglia d'acqua in più a malato, sette litri e tre scatole di formaggini in più per il reparto: è di quanto sono aumentate le razioni nel reparto di Psichiatria dell'ospedale dopo le proteste dei degenti e del sindacato. La protesta nasceva dal fatto che da due mesi i malati ricevevano solo una bottiglietta di minerale a pranzo e una a cena. Chi aveva sete durante il giorno doveva accontentarsi dell'acqua del rubinetto.
Chi è ricoverato in Psichiatria non può uscire dal reparto, quindi l'acqua può soltanto chiederla agli infermieri. Fino ad aprile però l'azienda non aveva lesinato sull'acqua e sul cibo. «Da maggio invece a volte non c'erano i biscotti, altre volte non ci portavano la merenda - ha detto un ex paziente - . E se chiedevamo spiegazioni, gli infermieri ci dicevano che in cucina non c'era altro».
La decisione di ridurre le forniture è stata presa da Walter Tanzi, responsabile del dipartimento alberghiero dell'Azienda ospedaliera. «Ho deciso in accordo con il primario e l'ho fatto perché si registravano dei consumi abnormi, e quando dico abnormi non intendo superiori alla media dei reparti, perché in tutte le psichiatrie d'Italia i consumi sono maggiori che negli altri reparti, cioè con una grammatura superiore, ed è previsto che lo siano. Nella Psichiatria dell'ospedale di Vigevano i consumi erano abnormi rispetto a quel parametro già maggiorato. Considerate anche che la minerale in bottiglia viene data solo negli ospedali di Vigevano, Mortara, Mede e Casorate, perché in Oltrepo non succede. Questa disparità di trattamento dipende dal fatto che quando si sono fuse le Ussl di Vigevano e Voghera in Lomellina c'era l'abitudine di distribuire la minerale in bottiglia e non l'abbiamo cambiata».
E cosi il dipartimento alberghiero ha ridotto gli stanziamenti di latte fresco, formaggini e acqua. «Ma ho anche detto che se il personale medico avesse motivato la richiesta di ricevere maggiori quantità di cibo per questo o quel malato, glielo avremmo mandato - continua il direttore del dipartimento alberghiero - . Nei giorni scorsi il primario, Maurizia Gorrini, mi ha scritto per chiedere un aumento delle forniture e le abbiamo aumentate. Del resto è la stessa cosa che succede negli altri reparti: se c'è una buona ragione per dare più cibo a un paziente, glielo si dà. Altrimenti no, perché ho il dovere di non buttare via i soldi pubblici».
L'Azienda ospedaliera ha deciso di andare oltre il singolo caso. «Stiamo preparando un questionario da distribuire ai degenti di Psichiatria e ai loro familiari per capire se sono soddisfatti del cibo - dice il direttore sanitario, Domenico Vlacos - . E' la dimostrazione che vogliamo capire se i malati si sentono non seguiti, e lo facciamo anche se nessuna lamentela è arrivata ai nostri uffici».