Via Poma, il dna è di Busco

ROMA.Un approccio sessuale consenziente, un forte morso al seno, una reazione seguita da uno schiaffo all'aggressore che, con un tagliacarte, infierisce sul corpo con trenta coltellate. Alla nuova ricostruzione ufficiale dell'assassinio di Simonetta Cesaroni, avvenuto negli uffici di via Poma il 7 agosto del 1990, intorno alle 17, si aggiunge che l'unico dna presente sui vestiti della vittima è riconducibile a Raniero Busco, l'ex fidanzato sotto processo. Questo il risultato, nell'udienza di ieri, della consulenza del medico legale Stefano Moriani. Il 19 luglio toccherà ai consulenti della difesa. Mentre si aspetta di veder comparire in aula l'ex datore di lavoro di Simonetta, Salvatore Volponi, finora assente per via delle sue precarie condizioni di salute.