I detenuti incontrano il vescovo

PAVIA.I detenuti di Torre del Gallo hanno incontrato il vescovo, monsignor Giovanni Giudici, al termine della messa celebrata in carcere per i dieci anni di fondazione del Convoglio, la cooperativa che offre possibilità di lavoro e reinserimento sociale dopo la detenzione.
E al vescovo hanno affidato i loro pensieri e le loro preoccupazioni. A cominciare dalla protesta in atto in questi giorni per il sovraffollamento, per finire con un problema di ordine pratico ma sentito dalle famiglie dei detenuti: il bus che collegava la città al carcere è stato tagliato nell'ambito della riorganizzazione del trasporto pubblico. Ora si ferma sulla Vigentina, diverse centinaia di metri prima. Chi deve recarsi in visita a un detenuto, magari con i borsoni degli indumenti puliti e le provviste, è costretto a percorrere un tragitto più lungo. A meno che non abbia l'auto o non decida di prendere un taxi.
Con il caldo di questi giorni il problema del sovraffollamento è ancora più sentito. In un carcere nato originariamente con celle singole, poi attrezzate con due letti, l'aggiunta di un terzo posto diventa difficilmente sostenibile. Due letti e una branda in una cella rendono lo spazio invivibile. Le brande sono state acquistate ma non sono ancora state aggiunte.
Gli spazi per i detenuti si sono assottigliati nel tempo. Il campo da calcio più di recente è stato spazzato via dal cantiere per la costruzione dei nuovi padiglioni che ospiteranno altri detenuti. E cosi per fare un po' di attività fisica non resta che la palestra (uno stanzone con una rete da pallavolo e qualche pallone, ma senza attrezzi) e i cortili per l'ora d'aria.
Quella del Convoglio è un'esperienza preziosa che dura ormai da dieci anni. E l'idea del forno interno per produrre il pane è stata pionieristica in Italia. I detenuti sfornano pane per il fabbisogno interno, ma anche pizza e focaccia per il 'sopravitto", a pagamento. «Un progetto nato dalla lungimiranza della direttrice - spiega Sergio Contrini, presidente del Convoglio - che offri a don Stefano Penna e madre Carolina la possibilità di trasformare il corso per panificatori in un'esperienza stabile. Fa invece fatica a decollare la falegnameria del carcere, perché mancano lavoro e committenti esterni». Il Convoglio gestisce anche il forno esterno per ex detenuti e una 'casa" con 7 posti a Fossarmato, oltre al deposito per biciclette alla stazione. I 10 anni saranno celebrati in autunno anche con un convegno sul tema della pena e in con una giornata sulle opportunità di lavoro.