Sannazzaro si è fermata per Michela

SANNAZZARO.Il funerale di Michela Rocca, la bimba di 5 anni morta nella sua abitazione travolta dal peso di un televisore rovinatole addosso, ha fermato tutta Sannazzaro: negozi e bar chiusi in segno di lutto cittadino ed una fiumana di gente per accompagnare la bara bianca in chiesa e al cimitero. Una cerimonia che ha commosso tutti, soprattutto i bambini delle scuole presenti con la bandiera dell'istituto comprensivo e i coetanei dell'asilo parrocchiale «Airoldi», la scuola frequentata da Michela e alla cui gestione la mamma Federica Bolognese collabora come volontaria, seduti ai primi banchi, ognuno con un vivido ricordo nella mente della piccola amica. Quindi i genitori Federica e Walter, i nonni paterni, i parenti più stretti, il vicesindaco Pietro Signorelli e tanti altri pubblici amministratori che affiancarono il nonno di Michela, Roberto Bolognese, nella sua breve avventura di sindaco di Sannazzaro. Tre i celebranti con il parroco don Gianluca Zagarese, visibilmente commosso nella sua omelia, con don Massimo Fusari e don Stefano Targa. Il parroco, dopo la lettura evangelica di Matteo dedicata agli «angeli custodi», ha detto: «Ai genitori ed a coloro che tanto bene hanno voluto a Michela ribadiamo quanto dice il Vangelo: il giusto morto prematuro trova sempre giustizia al cospetto di Dio. Michela è tra gli angeli custodi e proteggerà suoi cari, i suoi fratelli, i suoi compagni di scuola». Poi una piccola confessione: «Ieri ho sfogliato un quaderno di Michela trovato in asilo ed ho scoperto che da grande avrebbe voluto fare la cantante». Quindi la lettura di un messaggio di consolazione inviata dal vescovo Claudio Baggini; infine mamma Federica, con voce sorprendentemente sicura e ferma, ha letto un ventaglio di pensieri delle maestre di Michela: un messaggio d'amore che ha accompagnato la piccola nel suo ultimo viaggio verso il cimitero dove, da ieri, riposa accanto al caro nonno Roberto, sindaco di Sannazzaro per soli 250 giorni.

Paolo Calvi