La Spagna vuole ritrovare velocità e possesso palla Ma il Portogallo fa paura
CITTÀ DEL CAPO. La Spagna scopre di non avere più le certezze granitiche manifestate prima dei Mondiali, e supportate da un filotto di vittorie (e di gioco) entusiasmanti. Molto meno piacevole è stato il cammino nel gruppo H, e l'avversario dell'ottavo europeo di stasera, il Portogallo, gioca bene e non prende gol.
La formazione del Ct Queirozè l'unica rimasta in corsa ancora con la porta inviolata. 0-0 con Costa d'Avorio e Brasile, 7-0 alla Corea del Nord: un biglietto da visita niente male. Ma soprattutto il gioco dei lusitani è apparso più fluido e concreto di precedenti manifestazioni, con la stella Cristiano Ronaldosempre in grado di decidere la gara. In Spagna la performance della squadra del Ct Del Bosquecon il Cile non è piaciuta. Ha stupito soprattutto la mancanza di possesso di palla che, unito alla velocità nella ragnatela di passaggi, era considerata l'arma letale dei fenomeni. Anche il santone ex Ct Aragonesnon è stato tenero: «Nella fase iniziale la Spagna non è stata a un buon livello, le sono mancati velocità e possesso palla. Non sono molto ottimista, il Portogallo ha una grande squadra ed è quasi perfetto in difesa, meno in attacco». Problema antico quello del gol per i portoghesi, vero, che però stavolta davanti hanno un certo Cristiano Ronaldo.
Pronostico incerto, cosi come dubbi persistono sugli schieramenti, soprattutto per quanto riguarda il Portogallo. Queiroz ha di nuovo a disposizione il brasiliano naturalizzato Deco, che inizialmente potrebbe partire dalla panchina, cosi come Pepe, uscito malconcio dai continui scontri con il brasiliano Melo. Stesso discorso per il talentuoso Denny, anch'egli in condizioni fisiche non perfette. Nel tridente del 4-3-3 accanto a Ronaldo dovrebbero esserci Almeida e Simao. Conferma anche per Tiagoa centrocampo.
Gli spagnoli hanno meno dubbi, almeno per l'undici iniziale, che sarà il collaudatissimo 4-2-3-1, con Torresdavanti, e in appoggio Villa, Xavie Iniesta. Ma Del Bosque potrebbe anche scegliere un atteggiamento più prudente e inizialmente escludere el niño Torres. Il centravanti intanto avverte i compagni: «Il Portogallo non è solo Cristiano Ronaldo. Per noi questa è la gara da testa o croce».
A Città del Capo alle 20,30 c'è insomma da aspettarsi una partita spettacolare, visti i talenti in campo. Le due squadre amano il possesso palla, e sarà quella la chiave del match, ma soprattutto la velocità degli scambi per le verticalizzazioni in attacco farà la differenza. Grande occasione per entrambi: chi vincerà nei quarti incontra una tra Giappone e Paraguay. Strada in discesa.