Taricone in fin di vita Si lancia col paracadute, schianto a 80 all'ora
ROMA. Un lancio dal paracadute eseguito male, una frenata tardiva, lo schianto violentissimo. Sono disperate le condizioni di Pietro Taricone, il primo personaggio figlio di quel fenomeno televisivo che è stato il Grande Fratello datato 2000. Trentacinque anni compiuti, una passione per il paracadutismo che ieri lo aveva portato all'aviosuperficie di Terni per seguire un corso da esperti.
I centinaia di lanci fatti non sono bastati ad evitargli l'incidente di ieri pomeriggio. Pietro aspetta qualche secondo di troppo per frenare e si schianta a terra. Emorragie interne, fratture, lesioni dovute all'impatto con il suolo lo mandano quasi subito in arresto cardiaco. Il personale medico del 118 lo rianima, ma lui, dal momento della caduta, non torna più cosciente.
L'ex concorrente del Gf stava partecipando ad un corso per la sicurezza in volo riservato a paracadutisti esperti, all'interno dell'aviosuperficie di Terni. In otto avevano seguito prima la teoria del corso, denominato 'Vela" e organizzato dalla scuola di paracadutismo di Godrio, poi erano passati ai lanci. Il primo fila liscio. Poi Taricone sale su un piccolo aereo, un Cessna caravan turbo elica che raggiunge quota 1.500-2.000 metri. E' l'ultimo a saltare dopo gli altri. Il suo paracadute si apre senza problemi.
Sergio Sbarzella, presidente dell'Azienda trasporti consorziali di Terni che gestisce l'aviosuperficie 'Alvaro Leonardi", ricostruisce la dinamica dell'incidente spiegando che a circa 50 metri da terra l'attore doveva eseguire una manovra di frenata, ma ritarda l'ultima virata impattando con il suolo ad una velocità di circa 80 chilometri orari. Sono circa le 13.30, anche la compagna del giovane con origini abruzzesi, l'attrice polacca Kasia Smutniak, è impegnata in un lancio, solo dopo il suo salto viene a sapere quello che è successo.
Frattura al bacino, trauma cranico-facciale, trauma addominale, possibili danni cerebrali: le condizioni dell'attore al suo arrivo al Santa Maria, l'ospedale della città umbra, si presentano da subito gravissime. Dallo schianto Taricone non ha più ripreso conoscenza. Per ore i medici restano inchiodati in sala operatoria alle prese con un interminabile intervento per fermare l'emorragia addominale. Poi li aspetta l'emorragia cranica. «La prognosi è riservata e le sue condizioni sono critiche»: è tutto quello che si limita a dire il direttore sanitario dell'ospedale, Leonardo Bartolucci. Mentre il direttore generale della struttura ospedaliera, Gianni Giovannini, precisa: «Stiamo dando la priorità agli interventi salvavita».
Solo un paio di mesi fa l'attore, appassionato di volo e di lanci, aveva detto a Sbarzella che considerava il paracadutismo «non solo uno sport ma un'attività utile a formare l'equilibrio psico-fisico della persona».
Al Santa Maria in attesa di notizie, Kasia Smutniak ed i parenti più stretti. Accanto a loro anche i responsabili della scuola di paracadutismo e quello dell'aviosuperficie.