La tecnologia esiste ed è italiana L'International Board ha detto no




BLOEMFONTEIN.Capello più che con Larrionda se la prende con l'International Board, l'organismo composto dalla Fifa e dalle federazioni britanniche e che ha competenza primaria ed esclusiva sulle vicende regolamentari del calcio. Già, perché il 6 marzo l'Ifab ha bocciato la proposta di dotare gli arbitri del supporto tecnologico proprio per evitare episodi come quello di Germania-Inghilterra. Niente, nessun occhio elettronico e nemmeno l'ausilio di un giudice di porta. E pensare che i mezzi tecnici ci sono. Un'azienda italiana (la Freud del presidente dell'Udinese Pozzo) in collaborazione con il Cnr e con l'approvazione della Figc, aveva elaborato già nel 2006 un sistema sofisticato con telecamere ad alta velocità che, con l'ausilio di un computer, le elabora e avverte l'arbitro. La Fifa inizialmente fu entusiasta ma la sperimentazione non venne mai avviata. A marzo poi la bocciatura definitiva con Blatter che la giustificò con l'esigenza di non snaturare il lato umano del calcio. (v.b.)

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