Maxi-serre per produrre insalata
STRADELLA. Dopo la maxi logistica del libro, in periferia a Stradella, è in arrivo l'impianto n. 1 in Europa per la produzione di insalata della cosiddetta «quarta gamma» (venduta insacchettata nei centri commerciali e non solo). Si tratta di un progetto da 100 milioni di euro che potrebbe decollare già in autunno ed essere completato nell'arco di un anno, un anno e mezzo.
Un'area attrezzata e coperta di 120mila metri quadrati situata parte nel comune di Portalbera e parte in quella di Stradella, lungo la nuova tangenziale est di Stradella. Si prevede un positivo impatto occupazionale in una zona decisamente in controtendenza: per anni area arretrata, ora in netto recupero quando ovunque i posti di lavoro vengono persi. In prospettiva, infatti, questa sorta di nuova maxi serra dove l'insalata crescerà in 24 ore e dove saranno applicate le tecnologie più avanzate, compreso un super impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, avrà bisogno di 100 addetti, di cui il 35% manovalanza con particolare preferenza, visto il tipo di lavoro di precisione richiesto, alle donne ed il rimanente 65% tecnici, soprattutto in campo elettronico, chimico ed agronomico. L'iniziativa sarà realizzata dalla Fincomit, società di Piacenza, leader nell'engeeniring e nel settore costruzioni, ora attiva anche in campo agroalimentare come Fincomit Agro, in collaborazione con un gruppo francese. I «patron», Domenico Braghieri e Gianluigi Sgargi, l'altra sera hanno presenziato alla prima assemblea pubblica organizzata a Portalbera a cui hanno partecipato anche il sindaco del paese, Luigi Bogliardi, il vice sindaco di Stradella ed assessore al territorio, Maurizio Visponetti ed il tecnico autore del Pgt (Piano di governo del territorio) sia di Stradella, sia di Portalbera, Fabrizio Sisti. Per realizzare questo impianto da 120mila metri quadrati, con serre in vetro alte fino a cinque metri, turni continui di lavorazione per 365 giorni l'anno (fatti salvi alcuni stop programmati di 4-5 giorni per manutenzione ordinaria), serviranno anche varianti, definite semplici, ai piani urbanistici appena approvati. Non dovrebbe essere un problema, anzi è stato preannunciato un iter veloce. L'obiettivo, infatti, è di andare a regime e quindi in produzione completa al massimo entro 18 mesi dall'avvio ai lavori. Da questo impianto del «futuro» usciranno ben 25 tonnellate di prodotto (insalata, ma non solo) ogni giorno. E qualcosa come 100 posti di lavoro senza considerare l'indotto. I posti, come è stato puntualizzato, di preferenza verranno riservati a gente del posto, perché è richiesta una disponibilità su 3 turni e si vuole evitare che, per vari motivi, anche logistici, il personale addetto non possa essere presente. Si tratta di una vera manna per una zona dove, per lavorare, spesso l'alternativa è il pendolarismo su Milano o anche più lontano: previsto anche un impatto positivo sull'indotto, dall'autotrasporto ai servizi.