«Troppi spacciatori» E' allarme droga alle porte di Zibido

ZIBIDO. Allarme spaccio nelle campagne e sulla provinciale. A lanciarlo è lo stesso sindaco, Piero Garbelli, che sottolinea come nonostante l'impegno e i controlli dei carabinieri, lo spaccio continui a rimanere uno dei problemi principali per il paese.
«Ho visto addirittura intere famiglie, con tanto di bambini al seguito, comprare droga - denuncia il sindaco -. Sono rimasto sconvolto». Le zone maggiormente colpite dal fenomeno sono Santa Marta, San Pietro, Campone. Qui gli spacciatori, soprattutto all'imbrunire, arrivano alla spicciolata insieme ai primi clienti.
Una delle mete preferite alla sera, proprio perchè già sulla strada, è il distributore di benzina sull'ex statale dei Giovi. Dopo la chiusura, l'area di rifornimento si trasforma in una zona di spaccio nemmeno troppo indiscreta. Telecamere a circuito chiuso sono state installate anche sopra il gabbiotto dietro le pompe.
«Questo serve in parte a disincentivare il fenomeno», spiega Garbelli che le telecamere le ha praticamente disseminate sul tutto il territorio comunale. «Quest'anno sono state fermate, identificate e una decina di persone con precedenti penali specifici - riprende il sindaco di Zibido -. Il lavoro dei carabinieri è incessante e continuo, su questo non c'è nulla da dire. Purtroppo, come tutti sanno, le retate sono una goccia nell'oceano. Per un po' di tempo spariscono. Poi, poco alla volta, si ricomincia». Insomma, la solita lotta infinita. «Noi, insieme alle forze dell'ordine, cerchiamo comunque di non darla vinta agli spacciatori - sottolinea -. Adesso, per esempio, dopo gli ultimi controlli, la situazione è nettamente migliorata. Ma non mi faccio illusioni». L'importante, secondo il sindaco, è non dare l'impressione di mollare la presa: «La presenza sul territorio, sia dei carabinieri tramite i controlli, sia dell'amministrazione grazie al sistema di videosorveglianza, è fondamentale. Controlli ne sono stati fatti e continuano ad esserci anche per il futuro, questo è fuori discussione».