Pavia, Verona prende tempo


PAVIA. Nessuna novità, ma non è una buona notizia. Bianchi sperava di chiudere ieri l'operazione per la vendita del diritto di LegaDue a Verona, con l'arrivo a Pavia della A dilettanti, ma i veneti hanno chiesto uno o due giorni ancora.
Il 30 giugno scadono i termini per iscriversi alla nuova LegaDue e Verona non ha ancora molto tempo per completare l'operazione di acquisizione del diritto. I veneti sembrano intenzionati a fare il salto tra i professionisti, ma hanno chiesto a Bianchi ancora uno o due giorni per definire il budget. E' un passaggio fondamentale per capire che ruolo potrà avere Verona in LegaDue e quanto offrire al presidente Bianchi per il titolo. L'operazione prevede anche il passaggio del titolo di A dilettanti da Verona a Pavia, dove verrebbe gestito da una nuova società, visto che Bianchi andrà a fare il general manager a Lodi. Nell'operazione rientra anche il contratto di De Raffaele, che da allenatore delle ultime due stagioni di Pavia diventerebbe il coach di Verona in LegaDue. E' sparita dalla scena Brescia, la prima società che aveva interpellato Bianchi per chiedere notizie sul titolo di LegaDue.
Alla finestra c'è invece Forli, che è la prima delle società aventi diritto al ripescaggio e che ha il budget e la volontà di giocare in LegaDue. Di Lorenzo, l'allenatore che ha perso la finale play off all'ultimo tiro con la Fortitudo Bologna, ha rifiutato il biennale offertogli da Reggio Emilia, probabilmente perché convinto di poter salire in LegaDue con la sua squadra. Forli deve decidere in queste ore se scommettere sulla scomparsa di almeno una delle squadre di LegaDue che sono in difficoltà, cioè Vigevano, Ferrara e Rimini, o se invece fare una proposta a Pavia più alta di quella di Verona. «Al momento non ci sono alternative a Verona - spiega Bianchi - . Sono in attesa di notizie». Di tempo per costituire una nuova società a Pavia non ne rimane molto. «Possiamo ancora aspettare uno o due giorni - spiega Antonio Bobbio Pallavicini, assessore comunale allo Sport - . Ci sono le basi per creare una nuova società, ma per ora non posso dire nulla di più perché sono ore davvero delicate».
Chi gestirà Pavia nella prossima stagione, se lo scambio di titoli andrà a buon fine, avrà una bella gatta da pelare, a meno di non avere un budget e un rendimento da play off, perché la riforma dei campionati prevede per il 2011-12 una A dilettanti a 24 squadre, divise in due gironi, contro le 32 del campionato che partirà in autunno. Il che significa che nella prossima primavera retrocederanno 16 squadre, a fronte delle otto che saliranno dalla B dilettanti. Le retrocesse saranno le ultime sei di ciascuno dei due gironi, più le quattro che usciranno sconfitte dai play out incrociati tra le classificate dal settimo al decimo posto della stagione regolare nei due gironi. Praticamente una ecatombe.

Claudio Malvicini