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ROMA.Dopo il raduno di ieri a Pontida con la Lega, che è tornata ad evocare la secessione nel caso il federalismo fiscale non vada in porto, il presidente della Camera Gianfranco Fini va all'attacco. «La Padania non esiste», dice colpendo al cuore uno dei simboli più cari al Carroccio. Non solo. Questo tipo di «invenzioni», va giù duro, intacca la «coesione nazionale» che «rischia di affievolirsi senza un contrasto alle sortite separatistiche». Parole alle quali replica il governatore del Veneto Luca Zaia: «Allora nemmeno il Sud esiste». E sulle quali assesta colpi bassi il senatore leghista Giovanni Torri: «Se la Padania è propaganda - dice - allora ripercorrendo la storia politica del presidente della Camera viene da chiedersi un pò di cose». Tanto per dirne una - afferma il leghista - «non è vero che quando andò al 'Family day" stava di fatto con l'attuale compagna?».
In ogni caso, data la replica inferocita dei suoi, non è difficile immaginare che le parole di Fini possano avere irritato il Senatur Umberto Bossi che solo pochi giorni fa aveva fatto da sponda al co-fondatore del Pdl sulle intercettazioni con un'occhio all'obiettivo di portare a casa il federalismo fiscale. Una riforma sulla quale il Carroccio vuole accelerare, anche per dare una risposta alle autonomie locali sul piede di guerra per i tagli della manovra che tolgono loro l'ossigeno. Con i sindaci del Nord che ieri hanno addirittura scelto di non salire sul palco di Pontida.
Di questo andrà a parlare Bossi stasera ad Arcore con il premier Silvio Berlusconi chiedendo, appunto, garanzie sul federalismo. «Il governo si sbrighi», è il monito del governatore della Lombardia Roberto Formigoni che sottolinea come entro dieci giorni al massimo debba arrivare in Parlamento la relazione del Tesoro sull'impatto della riforma e, a seguire, un pacchetto di nuovi decreti attuativi. Del resto, come sottolinea il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, sulla linea delle parole di ieri di Bossi («il federalismo sono io»), «ci sono tre ministri che stanno lavorando a mille per farlo». «Bossi, Tremonti e Calderoli - dice il ministro della Semplificazione, senza peraltro citare il neo-ministro Brancher - stanno lavorando per portare entro giugno la relazione tecnica sul federalismo e quattro decreti legislativi».
Secondo quanto spiegano fonti governative, la Lega avrebbe avuto assicurazioni dal ministro Tremonti sulla relazione che potrebbe anche arrivare in Parlamento qualche giorno prima dell'ultima data utile, ovvero il 30 giugno. E a seguire tre decreti attuativi del federalismo fra cui quelli delicati che fissano i costi standard delle funzioni delle Regioni e i tributi di competenza di Comuni e Province. (a.g.)