L'Olanda (con fatica) c'è


DURBAN.Il Vecchio Continente piange? Non tutto. Il girone E dei mondiali si sta tingendo d'arancio. La squadra di Bert Van Marwijkè a punteggio pieno: sei punti in due partite e molto più di un'ipoteca sulla vittoria del girone. Sneijdere compagni hanno piegato il Giappone con un gran tiro dell'interista che ha riacceso le polemiche sullo jabulani, il pallone utilizzato in Sudafrica. Kawashimaentra nella 'top ten" delle papere, ma a questo punto è evidente che la colpa non può essere solo dei portieri.
Jabulani o meno gli olandesi hanno meritato i tre punti per aver affrontato la gara con un atteggiamento più offensivo degli avversari. Niente di straordinario (l'Olanda ammirata nelle qualificazioni era ben altra squadra) ma abbastanza per mettere sotto un Giappone sceso in campo per difendere lo 0-0.
Il primo tempo è uno fra i più brutti visti finora, con pochissime conclusioni in porta e gli Orange incapaci di trovare spazi nella ragnatala difensiva organizzata da Takeshi Okada.
Nella ripresa la musica cambia perché Snaijder indovina un tiraccio dei suoi dal limite dall'area e Kawashima (un portiere che solo cinque giorni fa sembrava tarantolato) commette il più incredibile dei pasticci. Sotto di un gol gli asiatici scoprono che si può giocare e la partita sale di tono. Nakamura, tenuto chissà perché in panchina, dà la scossa ai compagni e se è vero che le azioni più pericolose sono ancora olandesi e anche vero che il Giappone non può essere arrivato ai mondiali per caso. E lo dimostra. Matsui, Hondae Okazaki(un ragazzo portato in Sudafrica all'ultimo secondo) provano a riacchiappare il pareggio e ci vogliono un paio di interventi spericolati di Stekelenburg, portiere dell'Ajax, per salvare i suoi. Il resto lo fanno l'esperienza di Van Persiee Van der Vaarte la grinta di Sneijder.
Per l'Olanda non è il massimo ma va bene cosi. Il suo mondiale procede senza intoppi e i tifosi dei Paesi Bassi possono far festa. Se la squadra riesce a vincere senza faticare, ed esprimendo solo una parte di proprio potenziale tecnico, dove potrà arrivare quanto ritroverà il gioco e i suoi solisti decideranno che è arrivato il momento di alzare il ritmo? Se ne saprà di più a partire dagli ottavi. Traguardo che non è precluso neanche ai samurai di Okada. La battuta d'arresto di ieri è pesante ma il destino del Giappone si deciderà contro la Danimarca.

Antonio Ledà