«Siamo pronti, vogliamo vincere»


Alessandro Bernini NELSPRUIT.Molti sono convinti che la parola rafforzi il potere. Marcello Lippi no. Lui si fa forte dei silenzi, delle parole non dette. Cosi si regala una vigilia da anti-Mourinho, senza acuti, cambiando direzione anche se davanti c'è soltanto un sassolino.
Lippi, domanda inevitabile: ha in mente di cambiare qualcosa rispetto alla formazione vista col Paraguay.
«Il giorno prima della partita non dico niente sulla formazione. Ne ho parlato coi ragazzi, stop. Non mi sembra che in questo Mondiale ci siano allenatori che annunciano la formazione, perché dovrei farlo io?».
Montolivo ha detto che secondo lui la coppia Gilardino-Pazzini può coesistere molto bene.
«Lo dice perché è amico di entrambi».
Si, ma secondo lei possono giocare insieme?
«Non dico niente».
L'attacco è il reparto che contro il Paraguay ha sofferto di più.
«Ma abbiamo una settimana in più di lavoro, ho visto una crescita generale. Bisogna soltanto andare alla conclusione con maggiore convinzione».
Già, più convinzione sotto porta. In settimana lo ha gridato spesso alla squadra.
«L'ho gridato perché i giocatori a volte sono a 20 metri di distanza e non sentono. Sono un allenatore che incita, sollecita, ma non rimprovero mai questi ragazzi perché il loro impegno e la loro concentrazione è sempre massima».
Marcello Lippi è fiducioso?
«Si, molto. Possiamo fare una buona partita, ne sono convinto. In questi giorni ho avuto dei segnali positivi dal campo. Rispetto al debutto mi aspetto una squadra più tranquilla, più sciolta, più pronta».
E la Nuova Zelanda?
«Sul piano tecnico non abbiamo niente da tenere, sulla fisicità si».
E dunque?
«Dunque serve grande attenzioni sui calci piazzati. Come ho detto anche ai miei giocatori, più li teniamo lontani dalla nostra area e meglio è».
Le sofferenze di Spagna, Francia e Inghilterra ci devono far accendere la spia dell'allarme?
«Non hanno niente a che vedere con l'Italia. Casomai ci confermano solo che non conta niente ciò che succede prima del Mondiale (frecciata a Capello? ndi)».
Ha saputo, Anelka ha mandato a quel paese Domenech ed è stato cacciato dal ritiro della Francia.
«Non mi interessa, non ne parlo».
Allora torniamo all'Italia. Buffon è rimasto in ritiro, non ha neanche seguito la squadra. Come sta?
«Fa le cure, migliora giorno dopo giorno e non abbiamo perso la speranza di rivederlo in campo in questo Mondiale. Tra Chiellini, Marchisio, Camoranesi, Pirlo e adesso Buffon non è certo stato un inizio sereno, ma non ci sono problemi. Se si piange sulla assenze è la fine».
Pirlo pronto per la partita con la Slovacchia?
«Da lunedi sarà nel gruppo, non so con quale intensità ma intanto lo ritroviamo. Poi la sua condizione migliorerà giorno dopo giorno».

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