Afghanistan, esplode un altro ordigno Illesi gli alpini che erano sul blindato Lince
ROMA. L'ordigno è esploso di prima mattina al passaggio di una pattuglia di alpini: il blindato Lince ha retto, ancora una volta, e i cinque a bordo sono rimasti illesi. L'attentato è avvenuto vicino a Shindand, nel profondo ovest dell'Afghanistan.
Più o meno è la stessa zona dove, sabato scorso, alcuni bambini che giocavano videro qualcosa di strano in uno di quei tubi per lo scolo dell'acqua che passano sotto la strada e dettero l'allarme. Anche quello era un Ied, un ordigno esplosivo improvvisato, che gli artificieri fecero brillare. Ma stavolta i bambini non c'erano. L'esplosione è avvenuta alle 7.18 (ora locale) a 12 chilometri da Shindand, a sud di Herat, dove gli alpini di Pinerolo del 3/o reggimento della Taurinense, insieme a soldati Usa, occupano la base avanzata'Shaft'. I soldati italiani, a bordo di sei Vtlm Lince, percorrevano un tratto disabitato quando all'improvviso uno dei mezzi è stato investito dall'esplosione. Al quartier generale di Herat spiegano che il mezzo «ha resistito all'onda d'urto, riportando solo danni alla parte inferiore: illesi i cinque militari a bordo». Subito unità di rinforzo sono giunte sul posto e hanno recuperato l'equipaggio e il blindato coinvolti, mentre un team di artificieri sta investigando sul tipo di ordigno e sulle modalità dell'esplosione. Il resto della pattuglia ha continuato la missione dirigendosi verso il villaggio di Masyan, nella famigerata valle di Zeerko, una delle località più pericolose tra quelle affidate al controllo dei militari italiani.