G8 Genova, 16 mesi a De Gennaro


ROMA. Gianni De Gennaro è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per istigazione alla falsa testimonianza per il sanguinoso blitz alla scuola Diaz di Genova.
La corte d'appello ribalta la sentenza di primo grado che aveva assolto De Gennaro e Spartaco Mortola, allora capo della Digos, perché le prove non erano state ritenute sufficienti. Questa volta i giudici hanno creduto ai pm e hanno condannato entrambi. Secondo il tribunale fu De Gennaro, all'epoca capo della polizia, a «istigare» l'allora questore di Genova, Francesco Colucci, perché aggiustasse la sua testimonianza al processo. Identica accusa per Mortola, condannato a un anno e 2 mesi per lo stesso reato. «È una sentenza sorprendente, andremo in Cassazione», commenta l'avvocato Carlo Bondi che, con il professor Franco Coppi, difende De Gennaro, oggi a capo del Dipartimento per le informazioni e la Sicurezza. «Sono senza parole», aggiunge Mortola, attuale questore vicario a Torino. «È un fardello in più che ci porteremo in Cassazione», rincara il suo avvocato, ricordando che queste sono sentenze destinate a pesare sia sul piano personale sia su quello della carriera. Opposta la reazione di Laura Tartarini di parte civile: «Finalmente è stato possibile dimostrare che siamo tutti uguali davanti alla legge».
Immmediate le reazioni politiche. Con la maggioranza che fa quadrato attorno a De Gennaro e l'opposizione, soprattutto la sinistra extraparlamentare e l'Italia dei valori, molto critica.
«L'innocenza del prefetto Gianni De Gennaro, fino a condanna definitiva è sancita dalla Costituzione», ricorda il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Per Luigi De Magistris, eurodeputato di Idv, la sentenza di Genova «è una delle tappe che si stanno percorrendo per restituire verità e giustizia al Paese intero, che porta e porterà sempre i segni di una ferita politico-istituzionale profonda». Per De Magistris sarebbe opportuno che De Gennaro lasciasse la direzione del Dis visto che è stato nominato dopo essere stato «il referente di una catena di comando deviata e pericolosa che ha portato allo stravolgimento dello Stato di diritto». E dimissioni chiede anche Vittorio Agnoletto, all'epoca portavoce del Social forum di Genova. «Ora deve essere fatta piena luce anche sui mandanti politici di quelle violenze e delle menzogne», chiede Agnoletto.
Opposta la reazione di Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. «Le parole di De Magistris non rappresentano solo un attacco greve a De Gennaro ma sono l'ennesima testimonianza di una voglia di sfascio, di disarticolazione dello Stato che è il tratto distintivo di Idv», dice.
Tutti colpevoli anche per il blitz alla scuola Diaz. Era il 21 luglio 2001, un sabato notte, quando nell'ultimo giorno delle proteste anti-G8 le forze dell'ordine fecero irruzione nella scuola dove dormivamo pacifisti venuti a Genova per manifestare. La città era stata messa in ginocchio dalla violenza dei black block. Carlo Giuliani era stato ucciso. La polizia dentro la scuola cerca i black block. Non ne trova traccia: 93 no-global sono massacrati di botte e arrestati illegalmente. Picchiatori e mandanti sono stati già condannati. A partire dagli ex vertici del ministero dell'Interno, come Giovanni Luperi, condannato a 4 anni.

Maria Berlinguer