Mortara, lo sciopero degli scrutini
MORTARA. Ieri e oggi niente scrutini all'istituto professionale Pollini: i professori sono in sciopero. Hanno aderito in nove, ma è bastato a bloccare le riunioni. Infatti la legge prevede che l'assenza di un solo docente costringa a rinviare la sessione a quando siano tutti presenti.
Lo sciopero è stato indetto dal sindacato Cobas a livello nazionale per protestare contro i tagli al personale contenuti nella Finanziaria, che toccheranno da vicino anche l'istituto alberghiero, sociale e agrario mortarese. «Rispetto al 2007 - spiega il preside Alberto Henin - abbiamo avuto, come era stato preventivato dalla legge, un aumento del numero medio di ragazzi per classe. Se un tempo per ogni aula ne avevamo 21, oggi ne abbiamo 24. In alcuni casi però saranno anche 30. Non dimentichiamoci che abbiamo delle quinte da 15».
Il meccanismo è semplice. L'ufficio scolastico provinciale ha facoltà di dividere gli alunni in classi fino a 28 componenti. Con i bocciati e i trasferiti il numero però può lievitare fino al 10%. Questo basta a portare ad avere 31 ragazzi in un aula. «A queste restrizioni -continua Henin - che sono state decise da Roma non ha corrisposto un intervento della Provincia, che è responsabile delle strutture che ospitano le scuole. Se ci vogliono più ragazzi in una classe bisognerebbe allargare l'aula. Ma nuovi spazi nelle scuole non sono stati ricavati». Questo intervento non colpisce soltanto la qualità della scuola e non tocca solo gli studenti. Anche gli stessi docenti ne faranno le spese.
«E' innegabile - continua Henin - che si assisterà a un aumento del precariato tra gli insegnanti. Saranno in molti docenti a non vedersi rinnovato il contratto e altri che ormai si sentivano sicuri torneranno ad essere precari». Davanti a questo scenario gli insegnanti hanno deciso di scioperare. Saltando due giorni di scrutini si posticiperà l'esposizione dei voti a scuola e gli stessi corsi di recupero inizieranno con qualche giorno di ritardo e finiranno a luglio inoltrato. «Non hanno scioperato soltanto gli aderenti ai Cobas - dice il delegato sindacale Cgil Ignazio De Gennaro - ma anche professori di altre sigle sindacali. Vogliamo difendere il diritto allo studio evitando che vengano a formarsi l'anno prossimo vere e proprie classi pollaio, con numeri che non si sono mai visti in passato».