Scuola, cresce la protesta dei prof
ROMA.Fine anno scolastico bollente e non certo a causa delle temperature. Mentre decine di migliaia di studenti si preparano a sostenere gli esami (ieri sono cominciati quelli di terza media per quasi 580 mila ragazzi) proseguono le agitazioni del professori con i blocco degli scrutini proclamato dai Cobas. «Casi isolatissimi» per il Miur, il ministero dell'Istruzione, che con una nota ha tentato di gettare acqua sulla protesta anche se da ieri lo sciopero, cominciato venerdi e sabato scorsi in alcune regioni, si è esteso praticamente in tutta Italia. E per oggi al teatro Quirino di Roma Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno indetto una manifestazione nazionale per protestare contro i tagli al settori previsti dalla manovra.
Secondo i dati diffusi dal Cobas, gli scrutini bloccati finora sarebbero circa 10mila su un totale di 25 mila. Una protesta che dopo essere partita un po' a macchia di leopardo si è velocemente estesa a tutto il paese. «Con nuove e dilaganti adesioni si è concluso il primo tempo della lotta in difesa della scuola» ha detto il portavoce nazionale dei Cobas Piero Bernocchi.
I numeri parlano di 1500 scrutini bloccati Emilia Romagna, più di mille in Veneto, 1.200 in Sardegna, in tutto 1.300 tra Umbria, Marche, Puglia e Calabria, circa 2.000 nel Lazio (più di mille nella sola Roma) e tra i 1200 e i 1300 tra Campania, Piemonte, Toscana e Lombardia, 700 in Liguria e 500 in Abruzzo. E sempre ieri sulle scalinate del ministero dell'istruzione a viale Trastevere, è stato inscenato l'ormai classico «buco nero» dei lavoratori della scuola: una tendina nera che i docenti passano uscendone travestiti da fantasmi con una maschera bianca senza identità.
I professori ce l'hanno in modo particolare con la politica economica del ministro dell'Economia (ribattezzato «Crudelia Tremont») e del ministro dell'Istruzione Gelmini che porterà al «taglio di 41 mila posti» tra i docenti, «l'espulsione in massa dei precari e una Finanziaria-massacro che provoca per docenti e Ata una perdita economica senza precedenti», spiega sempre Bernocchi. Un esempio dei tagli è il blocco degli scatti di anzianità per tre anni che, stando ai Cobas, «significa un taglio medio di 30 mila euro nell'arco dell'intera carriera lavorativa, con massimi di 45 mila e con un introito iperbolico per le casse dello Stato di oltre 20 miliardi».
Un balzello contestato anche da Cils, Uil, Snals e Gilda che oggi manifesteranno a Roma. «Perché la scuola deve pagare di più?», è il titolo della manifestazione prevista al teatro Quirino per le 10,30. Parteciperà anche il leader della Cisl Raffaele Bonanni per chiedere al governo di modificare la manovra definendo «inaccettabili» le misure previste.
Ma in questi giorni il mondo della scuola è fatto anche di ragazzi in trepidazione per gli esami. Ieri è stata la volta di circa 580mila studenti che hanno affrontato quellodi terza media con l'esame di italiano. L'autonomia scolastica dà a ogni istituto la possibilità di organizzare il calendario delle prove, tranne per il test predisposto dall'Istituto nazionale per la valutazione (Invalsi) che si svolgerà per tutti gli istituti giovedi 17 giugno.