Cinema multisala Giovedi incontro decisivo ma le parti sono lontane
PAVIA. Multisala di viale Oberdan: giovedi si potrebbe giocare la partita conclusiva tra il Comune e la cordata di imprese che ha presentato il progetto da 18 milioni di euro. Un progetto nato sotto l'amministrazione Capitelli e che si trascina da almeno quattro anni. «E' ora di tirare le fila. Comunicheremo che noi siamo pronti a partire, la società per quanto ci riguarda potrebbe mandare le ruspe anche domani» dice l'assessore ai Lavori Pubblici Luigi Greco.
«Giovedi capiremo le intenzioni dell'amministrazione. Aspettiamo risposte ad alcune richieste che abbiamo avanzato da mesi. Ci auguriamo ci sia un'apertura» si limita a dire Tullio Facchera, portavoce dell'associazione temporanea di imprese che ha presentato il project financing sui cinema pavesi.
Buone intenzioni che potrebbero non trovare un punto di convergenza sui problemi pratici. In questi anni, rispetto al progetto presentato dalle imprese nel dicembre 2006, sono infatte cambiate regole e leggi.
A cominciare dallo smaltimento del terreno di sbancamento (circa 5mila tonnellate) che fino a due anni fa poteva essere usato dal costruttore e ora deve essere smaltito in discarica (con un costo approssimativo di 2milioni di euro).
Per arrivare alla legge regionale che dovrebbe stabilire distante chilometriche minime tra i multisala e numero di posti in sala. Una legge messa nera su bianco al Pirellone ma ancora in attesa del regolamento attuativo. Cosi in mancanza di paletti i maxi-schermo potrebbero aprire a Pavia, San Martino e Borgarello contemporaneamente. E nel raggio di 10-15 chilometri si finirebbe per avere più offerta che domanda. Considerando che allungando di poco la strada c'è l'offerta di Assago e Rozzano da una parte e quella di Montebello dall'altra.
«Noi difendiamo il nostro progetto di piazzale Oberdan - dice Greco -. Purché parta. Per questo ci siamo dati una scadenza come amministrazione, a fine giugno. O dentro o fuori: il project financing si trascina da troppo tempo. Noi non abbiamo alcuna preclusione. Anzi: abbiamo dato mandato agli uffici tecnici del Comune di firmare la convenzione se anche la controparte si dichiara pronta a partire».
La società ha posto alcune problematiche, soprattutto di tipo tecnico. «Alcune percorribili - dice Greco - altre no perché altrimenti si andrebbe a inficiare il bando. E non sarebbe corretto».
Pavia, dice l'amministrazione, non vuole perdere i cinema in città. E non nasconde il disappunto per l'ipotesi San Martino. «Noi speriamo in un eventuale altro progetto - ha ribadito l'altro giorno anche il sindaco, Alessandro Cattaneo -. Prendendo in considerazione anche una delle aree dismesse». Neca, Necchi, ex Snia ma anche l'area Carrefour.