Carte riservate nelle mani della «cricca»
FIRENZE.Luca Turco e Giuseppina Mione, i pm che indagano sull'appalto della Scuola Marescialli di Firenze, non sembrano avere dubbi. La «cricca» si era organizzata per cercare di far tornare in pista la Btp di Riccardo Fusi, l'imprenditore amico di Denis Verdini, coordinatore del Pdl. Questa, secondo i pm la strategia: la sospensione dei lavori affidati alla Astaldi (grazie al parere di una commissione nominata ad hoc di cui faceva parte Fabio De Santis) e la nomina a provveditore alle Opere pubbliche della Toscana dello stesso De Santis per un nuovo appalto.
E' il 17 maggio scorso, quando davanti ai pm fiorentini siede Gerardo Mastrandrea, capo dell'Ufficio legislativo del ministero delle Infrastrutture. I magistrati sanno che ha partecipato a un incontro fra il ministro Matteoli, Denis Verdini e Riccardo Fusi. Giuseppina Mione: «Lei viene contattato da Verdini?». Mastrandrea: «No. Ho modo di vederlo a un pranzo che si svolge a ottobre, in cui convoca il ministro, si svolge all'Harry's Bar, intorno al 20, 25 ottobre. Dice: 'Mi raggiunga a questo pranzo". Io vado all'Harry's li c'erano Verdini e Fusi...». M.: «E il ministro?». Ma.: «E il ministro Matteoli. Non sapevo di trovarmi di fronte Verdini, ho avuto proprio l'impressione che volesse dimostrare a Fusi che aveva fatto un lavoro di messa in contatto. Mi disse il ministro: 'Mastrandrea che cosa state facendo?". Ho detto: 'Noi abbiamo avuto la delibera dall'Autorità, adesso vedremo"». Il riferimento è al rischio che i lavori alla Scuola non siano collaudabili.
Mastrandrea viene interrogato sulla nomina di De Santis sia nella commissione che come Provveditore. Mione: «Sapeva che De Santis faceva parte di questa commissione?». Mastrandrea: «Si, Balducci mi parlava benissimo di De Santis. Mi disse: 'Guarda, in ordine a quell'incarico io metterei anche De Santis che è mia persona di assoluta fiducia". Me lo ha descritto cosi». M.: «Lei ha poi saputo che è divenuto provveditore?». Ma.: «Si. Feci il collegamento per dire: 'Beh, questo è uno di punta, su cui qualcuno... diciamo ha investito, nel senso che gli sta facendo fare carriera"».
Ma c'è un altro alto funzionario del ministero che conferma quanto sul nome di De Santis ci fossero le pressioni di Matteoli. E' Claudio Iafolla sentito il 17 maggio: Pm Mione: «Lei ha detto che la nomina di De Santis le viene detta da Balducci?». Iafolla: «No da Balducci, dal ministro. Dice, vorrei nominare a Firenze il signor De Santis».
Mastrandrea svela poi un'altra circostanza che riguarda un'informativa riservata che ha inviato al ministro Matteoli sui problemi del collaudo della Scuola marescialli. Informativa di cui poi gli parla l'avvocato di Fusi, Stefano Vinti. Come è stato possibile? Mastrandrea: «Non escludo che il ministro l'abbia data a Verdini che l'ha girata a Fusi, hanno visto che era quel contenuto (dubbi sulla procedura ndr) e lui è tornato da me, Vinti, o m'ha chiamato per dire: 'Guarda che quella procedura non c'entra niente"».