Centrale a biogas, la gente dubita
BASTIDA PANCARANA.Sala affollata in Comune per l'assemblea pubblica indetta dall'amministrazione. Tema: l'impianto di biogas voluto dall' agricola Santa Caterina. L'incontro è servito a dissipare solo alcune delle perplessità: «Si tratterà di un impianto di gestione anaerobica per la produzione di energia elettrica pari a 909 kilowatt, che sarà immessa nella rete Enel - ha premesso Matteo Rossi, direttore generale dell'azienda - Per alimentare il digestore saranno impiegate matrici di nostra produzione quali mais e tritticale. Assolutamente da escludere il trasporto dall'esterno di materiale». I tecnici presenti alla riunione hanno garantito che saranno applicati alla lettera tutti gli standard di sicurezza e che saranno tenuti sotto controllo i filtri per le emissioni dei fumi nell'atmosfera. «In altri Paesi stranieri, ad esempio in Germania, impianti del genere sono di dimensioni più grosse - ha detto Michael Niederbacher, responsabile della ditta Bts Biogas - Sottolineo che il biogas non è composto da sostanze inquinanti e che comunque sarà trattato. I cogeneratori producono anche un quantitativo di energia termica utilizzabile per riscaldare strutture pubbliche come scuole e palestre». Si sono fatte sentire, naturalmente, le persone contrarie all'arrivo dell'impianto: «Non siamo d'accordo soprattutto con la procedura adottata dal sindaco che non ha informato adeguatamente la cittadinanza. Ormai, però, è troppo tardi, considerando che i lavori sono già stati avviati» sono cosi intervenuti Giuseppe Damiani e Giancarlo Marini, consiglieri dell'opposizione che hanno aggiunto: «A 300 metri dall'impianto abitano delle famiglie con bambini, che hanno scelto di venire a Bastida Pancarana proprio per la qualità dell'aria e del paesaggio: anche a loro non è stato detto nulla della centrale, e nemmeno offerta una compensazione per il danno futuro che subiranno». Ha parlato anche Paolo Ferloni, del dipartimento di chimica e fisica dell'Università di Pavia, oltre a Luciano Nieto dell'Unione Agricoltori ed a numerosi amministratori dei paesi vicini. Molto acceso il dibattito che ha seguito agli interventi dei relatori: «Sono state rispettate tutte le norme per accedere alle autorizzazioni? Siamo sicuri che saranno effettuati costantemente i controlli Non è pericoloso costruire vicino all'argine del Po?» sono solo alcune delle domande poste dai ciittadini intervenuti. Il direttore della Santa Caterina Matteo Rossi ha affermato che sono state rispettate tutte le distanze di sicurezza dal Po, inoltre è stato aggiunto che non ci saranno problemi acustici derivanti dal funzionamento 24 ore su 24 del cogeneratore. «Considerate le ridotte dimensioni dell'impianto non sono stati convocati gli amministratori dei paesi vicini. Faremo tutti i controlli del caso» ha concluso Roberta Baldiraghi, responsabile attività estrattive della Provincia.