Voghe, Chiesa cauto sul suo ritorno «Nulla di deciso»
VOGHERA. «Amo il Voghera, ma sul mio rientro come consulente non c'è ancora nulla di deciso. Se ne riparlerà solo se e dopo che Pavan avrà ufficializzato l'accordo con la società». Ferruccio Chiesa vincola strettamente il suo ritorno in rossonero all'esito positivo della trattativa che l'amico imprenditore di Sannazzaro ha intavolato da tempo con la dirigenza di via Facchinetti, e si mostra prudente sui prossimi sviluppi della vicenda, anche se lo stesso Pavan pochi giorni fa ha parlato di un accordo ormai a portata di mano. Ma l'ex segretario in questa fase non vuole dare nulla per scontato.
Sono giorni decisivi per il rimpasto societario che prevede l'ingresso di Marco Pavan, 39enne ex vicepresidente dell'Odb Valle Salimbene, in predicato di subentrare ad Andrea Martelli come numero uno della Voghe; Chiesa fa parte della partita nella misura in cui riscuote l'assoluta fiducia di Pavan, che lo considera una sorte di garante dell'operazione.
Il rientro di Chiesa potrebbe, tra l'altro, avere l'effetto positivo di scongiurare l'uscita di scena di Marino Vernocchi, il dirigente del Cesena neopromosso in serie A che ha recentemente posto in vendita le sue quote della holding «Voghera 1915» che controlla il club di via Facchinetti (detiene un pacchetto del 22%), visto che è nota la stima da lui nutrita per l'ex segretario. Una presenza strategica, quella di Vernocchi, specie nell'ottica del mercato: basti pensare ai giovani talenti, da Alessandro a Mazzotti che, per il suo tramite, sono arrivati al Comunale la scorsa stagione.
Il passaggio di consegne fra Pavan e Martelli dovrebbe avvenire entro il 20 giugno o a ridosso di quella data. E' imminente, dunque. Ma non per questo Chiesa abbandona la cautela. L'ex braccio destro del presidente Gastaldi sta monitorando con molta attenzione tutta la situazione, dentro e fuori via Facchinetti, non trascurando neppure la polemica politica sui contributi versati annualmente da Comune e Asm alla Voghe, nel momento in cui si va a ridiscutere la convenzione che regola i rapporti fra la società calcistica e l'amministrazione pubblica, ivi compresa la gestione dello stadio e i suoi costi. La Lega Nord, parte integrante della maggioranza che governa Palazzo Gounela, ha chiesto il taglio dei fondi o quantomeno una loro diversa distribuzione che tenga conto anche di altre realtà sportive cittadine, mentre il Pd, forza di opposizione, ha investito del caso il sindaco Barbieri con un'interpellanza. L'altro fronte caldo sul piano per cosi dire extracalcistico è la vertenza che oppone l'ex presidente Ascagni agli attuali vertici societari per le note questioni legate alla cessione delle quote di Ac Voghera alla holding, alle fatture pubblicitarie e ai debiti progressi. Una controversia che sarà regolata da un lodo arbitrale e procederà dunque su un binario autonomo, rispetto alla gestione ordinaria del club, ma che può suscitare preoccupazioni per il possibile danno all'immagine. (r.lo.)