Pensionati a rischio povertà: il 72% sotto 1000 euro
ROMA. Il 71,9% delle pensioni in Italia non supera i 1.000 euro, un assegno da poveri con cui devono fare i conti oltre 8 milioni di lavoratori a riposo, tutti anziani che rischiano di vivere in miseria se a secco di altre entrate. E' questa la fotografia scattata dall'Istat.
Se si guarda più da vicino lo studio, si scopre poi che quasi una pensione su due è sotto i 500 euro (45,9%). Insomma, andare avanti di sola pensione non si può: infatti, il 32,4% ne ha più di una. Ma le cose non cambiano molto: l'importo medio rimane poco sopra i mille euro. E per le pensionate l'assegno è anche più leggero, addirittura del 30,5% inferiore rispetto ai lavoratori maschi a risposo. Nonostante questo, la spesa pensionistica in Italia continua la sua inesorabile crescita (+3,5%) e pesa sempre di più sul Pil (15,38%). Con il capitolo vecchiaia che assorbe il 70% della spesa totale, seguito da superstiti (14,9%), invalidità civile (5,9%) e invalidità (5%). L'allungamento della vita «stira» il budget pensionistico, che diventa una coperta troppo corta, sopratutto se si includono anche i baby-pensionati.
Per l'Istat il 30,3% dei beneficiari ha meno di 64 anni, e tra questo il 3,7% è under 40. Tra i pensionati più poveri, quelli che se la passano peggio sono i titolari di pensioni sociali, che hanno prevalentemente redditi inferiori ai 500 euro. Viceversa, nella maggior parte dei casi i titolari di pensioni ai superstiti e i beneficiari di pensioni di invalidità civile e/o indennità di accompagnamento ricevono redditi pensionistici tra i 1.000 e i 1.500 euro. Il popolo dei pensionati è molto vasto, 16,8 milioni di persone, 70 ogni 100 occupati secondo la media nazionale. Il carico aumenta nel Mezzogiorno (79 ogni 100) mentre è più contenuto nelle regioni settentrionali, (65 ogni 100).
La Cgia di Mestre parla di contraddizione, «con i pensionati ricevono assegni molto modesti e una spesa previdenziale complessiva che è la più alta d'Europa. Indubbiamente - spiega il presidente Giuseppe Bortolussi - c'è qualcosa che non va: in passato abbiamo usato la previdenza come un vero ammortizzatore sociale, togliendo risorse importanti per l'esclusione sociale, la disoccupazione e la famiglia». Per i consumatori si tratta di una vera e propria emergenza: secondo Federconsumatori «le pensioni dei genitori e dei nonni sono state sempre un ammortizzatore sociale importante, ora non sarà più cosi». Per il Codacons le cifre «dimostrano chiaramente come i pensionati italiani siano i più poveri d'Europa. Non solo gli importi percepiti da quasi la metà dei pensionati rappresentano una miseria ma addirittura sulle pensioni italiane grava una pressione fiscale ben più alta rispetto a quella di altri paesi europei», aggiunge il presidente Carlo Rienzi. L'associazione ricorda che in Italia, «a parità di imponibile, l'importo di una pensione al netto delle tasse è inferiore del 15% rispetto a Francia, Spagna e Germania, paesi dove non esiste tassazione sulle pensioni, mentre in Gran Bretagna la pressione fiscale è minima e di circa l'1,6%».