Il primo giorno dice Montolivo
JOHANNESBURG. Primo giorno di scuola. È il caso di dirlo. Una lezione blanda per riprendere contatto con libri e quaderni al Southdowns College, il complesso scolastico in stile british nella zona bene tra Johannesburg e Pretoria, sede del ritiro azzurro.
L'atmosfera del collegio è quella de L'attimo fuggente con i campi in erba all'inglese accanto alla foresteria e alla palestra. Marcello Lippiperò non può certo essere il professor Robin Williams della situzione: lui è fedele al programma scolastico e la rigidità del protocollo si vede già dalla prima seduta di allenamento. Corsetta leggera, qualche allungo per distendere i quadricipiti, il torello e un abbozzo di partitella a campo ridotto. Del resto la squadra ha trascorso la notte in aereo e il primo allenamento serve solo per prendere confidenza con l'aria rarefatta di Johannesburg e le miti temperature dell'inverno dell'emisfero sud. Sicuramente Lippi e il suo staff possono lavorare in un ambiente perfetto: struttura adeguata, clima compiacente con l'attività fisica e poca invadenza esterna. Insomma, nessun occhio indiscreto se non quello di un caccia dell'avizione sudafricana che sorvola per un paio di volte il cielo sopra Southdowns. Non sarà mica un aereo spia della federcalcio paraguaiana?
Anche l'accoglienza all'aeroporto è stata discreta: da queste parti la presenza italiana è marginale e cosi solo una cinquantina di tifosi hanno salutato l'arrivo della Nazionale. E tra questi un paio hanno anche invocato la presenza di Balotelli.
Un paio di voci fuori dal coro che non hanno turbato l'atmosfera. Del resto il bollettino medico ha dato indicazioni incoraggianti al Ct. Camoranesiha svolto buona parte della seduta accanto ai compagni e oggi rientrerà in gruppo. Si è invece allenato a parte il secessionista Marchisioma per una botta rimediata con il Messico e non perché vuole giocare il Mondiale con la Padania. Poche le indicazioni tattiche emerse dall'ora e mezza scarsa di allenamento: Montolivosembra essere il candidato bulgaro per la sostituzione di Pirloe Palomboè stato provato ancora una volta come centrale difensivo. Quella che doveva essere una soluzione d'emergenza potrebbe anche diventare un'opzione tattica alternativa soprattutto in caso della tentazione difesa a tre che turba le notti del nostro Ct.
Non è assolutamente turbato Giancarlo Abete. Il presidente federale si gode il tramonto sudafricano da una collinetta che sovrasta il campo.
«Partiamo fiduciosi per questa avventura - afferma Abete - con la grande responsabilità di essere campioni del mondo. Però non siamo favoriti: c'è il Brasile che è una squadra stellare eppoi la Spagna che è una formazione di talenti. Però non partiamo battuti, possiamo giocarcela fino in fondo. La nostra forza è il gruppo e tradizionalmente nelle grandi manifestazioni sappiamo dare il meglio di noi. Lo dice la nostra storia».