Crollo delle case, ma Pavia se la cava
PAVIA.Il mercato immobiliare in provincia va male, ma non male come nel resto della regione: la conferma è nei dati del dossier sulle compravendite dell'Ance Lombardia, l'associazione regionale dei costruttori edili. Non si salva nemmeno il capoluogo che, in controtendenza rispetto alle altre città lombarde, ha visto tra il 2000 e il 2008 una crescita delle compravendite al 13 per cento mentre nei comuni della provincia la bolla immobiliare è scoppiata con un anno d'anticipo, nel 2007, e per tre anni le compravendite sono progressivamente diminuite. Nel 2009, però, il tracollo è arrivato per tutti con tassi negativi impressionanti: le compravendite di case e box (normalmente considerati bene di investimento) sono crollate del 26 per cento a Pavia e del 13 per cento in provincia dove l'andamento negativo negli anni precedenti aveva già fatto in qualche modo terra bruciata.
La città di Pavia si discosta dal trend regionale anche in materia di prezzi.
Dal dossier commissionato dall'Ance all'istituto Cresme si ricava che i prezzi immobiliari nel capoluogo hanno mostrato nel primo semestre del 2009 una flessione minore rispetto a quella registrata nelle altre città; in compenso le prime stime per il 2010 mostrano che la riduzione dei prezzi è arrivata anche a Pavia con un decremento attorno al 4 per cento. Un calo importante, ma comunque inferiore rispetto alla media lombarda.
In valori assoluti, l'agenzia per il territorio indica per il centro di Pavia oscillazioni tra i 2.150 e i 4mila euro al metro quadrato; per le zone semicentrali una variazione tra 1.510 e 3mila euro al metro quadrato; per la periferia tra 1.300 e 2.650 euro al metro quadrato.
La crisi, però, ha avuto gli effetti peggiori nel comparto delle compravendite non residenziali: le aziende, in altre parole, alle prese con la contrazione del volume d'affari non hanno investito in infrastrutture. Dopo un triennio di espansione tra il 2004 e il 2007, cosi, c'è stato un tracollo del 15 per cento nelle compravenditre i capannoni e in genere immobili non residenziali. La stessa tendenza c'è stata negli anni successivi: meno 8 per cento nel 2008, meno 12 per cento nel 2009. Il settore più colpito è quello produttivo con un dato negativo del 30 per cento.
In controtendenza la compravendita di uffici nei comuni minori della provincia aumentata del 31 per cento: con ogni probabilità il dato è il risulato di una sorta di 'fuga" verso i centri minori a caccia di prezzi più abbordabili.