Coniugi morti, condanna a 4 anni
SOMMO. Quattro anni. E' la condanna decisa dal giudice per Abdullah Icoaal, il marocchino di 35 anni di Carbonara accusato di omicidio colposo plurimo: nel 2008, a Sommo, morirono in un incidente marito e moglie.
L'imputato, che è stato processato con rito abbreviato, e quindi ha ottenuto uno sconto di pena, doveva rispondere anche di guida in stato di ebbrezza, omissione di soccorso e guida senza patente. E' stato condannato per tutte le accuse: il giudice Erminio Rizzi ha accolto nella totalità la richiesta del pubblico ministero. Gli avvocati della difesa Girolamo De Rada e Giovanni Sangalli, che avevano chiesto l'assoluzione e il riconoscimento di un concorso di colpa, hanno già annunciato che ricorreranno in appello non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza. Con questa decisione Abdullah Icooal, che era stato arrestato dopo l'incidente con l'accusa di non avere prestato soccorso e rilasciato due giorni dopo, rischia di tornare il carcere.
I familiari delle vittime, Gianni Calzati, di 70 anni, e la moglie Carolina Vercesi, 68 anni, si erano costituiti parte civile nel processo con l'avvocato Laura Nola, ma il giudice ha rinviato alla sede civile la quantificazione del danno. Si chiude cosi il primo atto giudiziario di ciò che i familiari delle vittime hanno vissuto in questi anni di processo come un dramma continuo.
Gli anziani coniugi stavano andando dalla figlia a Carbonara, quel pomeriggio di novembre del 2008. All'incrocio tra la provinciale 193 e la statale dei Cairoli, la Panda guidata da Calzati fu travolta dalla macchina condotta da Icoaal. Marito e moglie morirono sul colpo. Secondo la Procura, che chiese il processo, il marocchino aveva tenuto una condotta poco prudente per quel tratto di strada. Ieri la condanna.