L'Iran: manderemo due navi a Gaza
GERUSALEMME.La MV Rachel Corrie non sarà probabilmente l'ultimo cargo a tentare di raggiungere le coste di Gaza, chiuse dal blocco navale israeliano. Una nave è in partenza da Beirut la prossima settimana: 50 giornalisti e 25 attivisti saliranno a bordo, e porteranno materiale scolastico. Su di un'altra nave, questa volta dall'Europa, si imbarcheranno invece in gran parte ebrei di un'associazione tedesca per la pace. Mentre l'attivista George Galloway ha già annunciato un convoglio via terra di 500 veicoli e, parallelamente, 60 navi in rotta verso Gaza a settembre. Ma è la partenza, prevista per la prossima settimana, di due navi iraniane verso la Striscia che ha messo in allerta Israele. A organizzarle, la Mezzaluna Rossa iraniana, mentre la Guardia rivoluzionaria - i pasdaran - ha detto di esser pronta a scortare il convoglio.
La «crisi delle navi», insomma, è lungi dall'essere stata risolta o anche soltanto sopita. Al contrario, la Turchia, con il suo ministro degli esteri, ha avvertito ieri Israele che non vi sarà normalizzazione tra i due paesi se Tel Aviv non accetterà una commissione d'inchiesta sui morti della Mavi Marmara. E il premier turco Recep Tayyep Erdogan ha confermato che farà di tutto per far terminare l'embargo attorno a Gaza, incassando il sostegno del presidente siriano Bashar el Assad, incontrato a Istanbul. Anche gli Stati Uniti e i paesi europei - alleati di Ankara nella NATO - stanno cercando una soluzione all'isolamento ormai insostenibile della Striscia. Il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos ha proposto il pattugliamento delle coste da parte di navi della UE, e Hamas ha accolto con favore la proposta. Il governo israeliano, però, non ha ancora accettato la commissione internazionale né un possibile pattugliamento europeo. E ieri mattina la marina israeliana ha colpito un barchino al largo del campo profughi di Nuseirat, nell'area centrale della Striscia, dove si trovavano, a detto dei medici palestinesi, almeno cinque militanti delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa, l'ala armata di Fatah, in tuta subacquea. Quattro i morti, un disperso e due feriti.