Sconti e meno burocrazia per gli yacht Il Pd accusa: è una norma salva-Briatore
ROMA. Licenze, controlli, tariffe uguali per le piccole imbarcazioni come per i grandi yacht. Una misura approvata in occasione dell'esame del ddl sulla semplificazione amministrativa amplia il raggio d'azione del Codice della nautica.
Ed equipara le barche di lusso a quelle da diporto. Per il Pd si tratta di una sorta di «scudo fiscale» per favorire il rientro di megayacht e quindi una norma «salva Briatore». I democratici «sbagliano o sono in malafede», replica il ministro Roberto Calderoli, la misura è solo «semplificazione amministrativa».
I dubbi del Pd sono però, almeno in parte, condivisi anche dalla maggioranza: il presidente della commissione trasporti della Camera Mario Valducci (Pdl) torna a chiedere la cancellazione dell'articolo. Uno stop che nasce dalla convinzione che «immaginare privilegi per questo genere di beni di questi tempi è davvero una scelta fuori luogo». Ma Calderoli insiste: «ora una barca a vela usata per turismo è equiparata ad una petroliera». Una lettura opposta a quella fornita dal Pd, secondo cui addirittura «la misura - spiega Silvia Velo - consente ai megayacht di proprietà di società di comodo, destinate al noleggio per finalità turistiche con sede nei paradisi fiscali, di rientrare in Italia beneficiando di agevolazioni fiscali e previdenziali».
In attesa della norma, comunque, il «Force Blue» di Briatore potrebbe essere assegnato allo Stato in via temporanea per servizi sociali o per le forze dell'ordine.