LE FORZATURE ANTI-ITALIANE
Vorrei rassicurare gli italiani che amano l'Italia e Roma sua capitale. Nei ristoranti frequentati dai parlamentari leghisti non si sentono cori contro «Roma ladrona», semmai «Arrivederci Roma» o «Roma non fa' la stupida stasera». Con tutto ciò, penso che non sia irrealistico il pericolo di una secessione nordista. Anni fa Bossi minacciò la discesa di 43.000 (sic) armati dalle sue valli. Nessuno lo accusò di eversione. Giorni fa ha riparlato di «guerra civile» se si sopprime una Provincia lombarda. E' tuttora ministro. Per questo non mi sorprenderei se il calciatore Claudio Marchisio avesse cambiato le parole dell'inno di Mameli cantando 'schiava di Roma ladrona". A forza di sorridere delle forzature anti-italiane della Lega, può succedere che un azzurro del calcio segua quella linea. Guardando alla moviola il suo labiale e le facce sorprese dei compagni vicini, sembra proprio che dica «Roma ladrona», anche se lui prova a smentire. Meno male che ci sono ben altri talenti - come la formidabile Francesca Schiavone - che all'inno ancora si commuovono.
Ma non finisce qui. Poiché la manovra Tremonti-Berlusconi, per certi versi massacra la cultura e taglia i soli stipendi dei pubblici dipendenti e i fondi per Regioni e Comuni (per altri taglia l'aria), c'è una gara all'emendamento. Ieri il ministro leghista Roberto Calderoli ha assicurato: la scure cadrà presto sugli stipendi Rai. Su cachet o stipendi? La Rai opera o no sul mercato? Altra proposta: via gli incentivi per le raffinerie (aboliti da Prodi e riesumati da Berlusconi). Cosi Massimo Moratti avrebbe meno da spendere per la sua Inter senza italiani. Subito si è indignato il suo collega Ignazio La Russa, interista. Aveva ragione Ennio Flaiano: «La situazione in Italia è grave ma non seria». Fino a quando?