Nicola Izzo indagato a Napoli
TORRE D'ISOLA. Nicola Izzo indagato nell'inchiesta sugli appalti Finmeccanica: l'attuale vicecapo della polizia ha comandato per anni la polizia stradale di Pavia e abita a Torre d'Isola. Oggi sarà interrogato a Napoli dai pubblici ministeri che indagano su presunte irregolarità nell'assegnazione dei lavori inseriti nel pacchetto sicurezza varato a Napoli e in provincia nel 2007.
Una serie di anomalie nell'adozione delle procedure per assegnare l'appalto a società del gruppo Finmeccanica. E' questo lo scenario dell'inchiesta della procura della Repubblica di Napoli che ha coinvolto l'ex comandante della polstrada di Pavia diventato numero due della polizia di Stato.
La procura di Napoli indaga su presunte irregolarità nell'assegnazione dei lavori inseriti nel pacchetto sicurezza varato a Napoli e in provincia nel 2007 e che prevedeva la realizzazione di caserme, sistemi di videosorveglianza nonchè di un centro di elaborazione dati della polizia. Nell'ambito di tale inchiesta, oggi, sarà interrogato nella sede della procura al centro direzionale Nicola Izzo, vicecapo della polizia e referente per la gestione dei fondel programma operativo nazionale per la sicurezza.
Izzo verrà accompagnato dal suo legale in quanto risulta indagato per l'ipotesi di reato di concorso in turbativa d'asta in relazione all'appalto sul quale si è concentrata l'attenzione degli inquirenti, ovvero il centro elaborazione dati che sarebbe dovuto sorgere all'interno del bosco di Capodimonte.
Quei lavori, per un importo di 37 milioni di euro, furono assegnati a un raggruppamento di imprese, invitate dal ministero a partecipare alla gara, guidato dalla Elsag-Datamat della holding Finmeccanica.
L'ipotesi dei magistrati (il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e i pm della Dda Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli) è che si sia trattato di un appalto 'pilotato", caratterizzato da anomalie procedurali, in particolare sulle norme per gli appalti pubblici, e da una serie di pressioni: è quanto sarebbe emerso da alcuni recenti interrogatori di testimoni e indagati. Sull'assegnazione dell'appalto Cen alle imprese la commissione aggiudicataria (che aveva poteri consultivi e non decisionali) espresse parere negativo, anche per quanto concerne i profili economici. Un altro aspetto in cui verrebbero ravvisate irregolarità riguarda la secretazione della gara, una prassi che non sarebbe consentita per importi superiori al milione di euro.
Il vicecapo della polizia e ex questore di Napoli Izzo, nella sua qualità di referente della gestione dei fondi, avrebbe partecipato a riunioni nel corso delle quali si discussero gli aspetti tecnici e procedurali dell'appalto.
Nei giorni scorsi fu indagata (al termine dell'interrogatorio reso in qualità di persona informata dei fatti), per la medesima ipotesi di reato, il prefetto dell'Aquila Giovanna Iurato che aveva diretto l'ufficio tecnico-logistico del ministero dell'Interno.