Raccolta firme per la Greenway

VOGHERA.I ragazzi delle scuole raccolgono firme per la Greenway. Il tema della maxi pista cicloescursionistica Milano-Varzi dimenticata dalla Regione, che ha scelto di non finanziare il tratto pavese, diventa un caso di studio. Dopo l'appello del sindaco di Varzi, Gianfranco Alberti, le giovani generazioni confermano di aver voglia di sviluppo sostenibile, anche come antidoto al pendolarismo obbligato. Loro sono 18enni che domani, dopo il diploma superiore e la laurea, potrebbero tornare a casa senza trovare chance occupazionali concrete e a lungo termine. Gli studenti del Maserati hanno raccolto oltre 700 firme per chiedere che la pista ciclabile tra boschi e campagne sia creata subito. Con una partecipatissima conferenza, durante la quale i ragazzi hanno esposto i lavori svolti durante l'anno scolastico, l'istituto superiore Maserati del preside Candido Meardi ha concluso, nella sala dei Cappuccini a Varzi, il progetto Scuola 21. Un percorso pensato per gettare un seme culturale nuovo e contribuire allo sviluppo di una metodologia didattica interdisciplinare, che insegni a cogliere il contributo delle diverse discipline nell'analisi e nella soluzione dei problemi. L'applicazione di tale metodologia alle tematiche ambientali si è dimostrata particolarmente efficace, proprio perché la loro complessità le rende un caso emblematico in cui saperi diversi debbono convergere verso soluzioni strategiche condivise. Le istanze promosse dai sindaci dell'alto Oltrepo, a caccia di finanziamenti per invertire la tendenza al depauperamento delle terre alte della provincia di Pavia, sono state raccolte e rielaborate dagli studenti del liceo tecnologico Maserati che, a partire dal progetto appena conclusosi, hanno dato vita a una raccolta firme molto partecipata per chiedere si crei subito la Greenway Milano-Pavia-Voghera-Varzi. «Gli studenti del liceo tecnologico - spiega Francesca Magrassi, capo redattore del blog Scuola 21 del Maserati - vedono il futuro della zona molto legato alla Greenway, che valorizzerebbe le risorse del territorio. In Oltrepo pavese c'è spazio e modo per far la cosiddetta 'green economy", l'economia verde, per evitare di costringere le nuove generazioni al pendolarismo forzato verso Milano. Qualcosa può e deve cambiare».

Emanuele Bottiroli