Ecco il nuovo Piano territoriale La Provincia mette uno stop alle aree logistiche «selvagge»

PAVIA. Più aree verdi da rispettare e per la prima volta una regolamentazione per l'apertura di logistiche e nuove imprese produttive sul territorio. Il nuovo Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) elaborato da Piazza Italia sta per vedere la luce. «Inizieremo i confronti con i consiglieri e le associazioni di categoria», spiega l'assessore Romano Gandini. Anche se indirettamente, il nuovo piano mette un freno alle logistiche sorte come funghi in provincia di Pavia.
Il Ptcp, in vigore dal 2003, doveva essere adeguato in base alla legge regionale 12 del 2005. «Il Piano territoriale regionale per contro è stato approvato nel gennaio 2010 - spiega Gandini - e noi, per modificare il nostro che era superato, abbiamo atteso questi adempimenti. Nei prossimi giorni lo presenteremo ai consiglieri provinciali, alle associazioni di categoria, industriali, sindacati e ambientalisti, per poi consegnarlo ufficialmente alla Conferenza dei Comuni prima dell'estate, passare all'adozione in autunno e possibilmente all'approvazione prima della scadenza».
Innanzitutto il rinnovato Ptcp ha recepito ciò che la legge ha imposto a proposito degli ambiti di agricoltura strategica. Il riferimento va alle cosiddette 'Aree di primo livello", ossia quelle a cui è riservata particolare tutela perchè presentano interesse dal punto di vista economico, paesaggistico e ambientale. Di zone con i presupposti per rientrare in questa categoria, in provincia ce ne sono almeno 12: una fascia lungo il Po; i Comuni a Nord di Pavia, come Zeccone e Giussago; in Lomellina Tromello, Ottobiano e Scaldasole, con un occhio al territorio, come del resto Vellezzo. Quindi l'Oltrepo viene tutelato per i vigneti e le bellezze paesaggistiche; la Lomellina soprattutto per le risaie, come pure il Pavese per le coltivazioni pregiate di Carnaroli. In queste aree non è impedito di edificare, ma lo si dovrà fare nel rispetto dell'ambiente, lasciando ampi spazi aperti e con la previsione di compensazione ambientale.
In secondo luogo ci sono i corridoi ecologici, che il Ptcp già aveva previsto e che riconferma in questa occasione. «Devono favorire il passaggio di selvaggina e spesso coincidono con i fiumi - sottolinea Gandini -. Ricordo, ad esempio, i corridoi di Scuropasso e Valle Staffora, o quelli dei fiumi Po, Sesia, Terdoppio.
Infine c'è la questione delle aree produttive e delle logistiche, per il cui insediamento nell'attuale Ptcp non esistono regole. «Oltre a recepire quanto ha previsto la Regione, abbiamo presentato modifiche che rispecchiano la nostra esperienza - conclude Gandini -. Le imprese produttive e logistiche dovranno sorgere su aree che ne supportino il traffico indotto, soprattutto caselli autostradali e grandi vie di comunicazione, e principalmente con interventi a carico dei proponenti. Vedremo poi come normare la perequazione».