A Gaza aspettavano viveri e cemento

GAZA.Sono arrivati a migliaia ieri al porto di Gaza per esprimere dolore per la morte degli attivisti nella 'Flottiglia" internazionale che doveva attraccare con generi di prima necessità. A Gaza aspettavano con particolare impazienza il cemento che doveva servire a ricostruire le abitazioni danneggiate dopo l''Operazione Piombo Fuso" - un anno fa - e le carrozzelle a motore per i tanti invalidi di quei combattimenti. All'ingresso del porto è stata eretta una tenda di lutto, su cui sono state issate le bandiere di Palestina e Turchia, tra gli organizzatori della 'Flottiglia".
La leadership di Hamas è stata veloce a tradurre il clima di cordoglio in messaggi di carattere politico. Il capo dell'esecutivo di Hamas, Ismail Haniyeh, ha detto che è obbligo della comunità internazionale rimuovere il blocco di Gaza e processare i dirigenti di Israele per crimini di guerra. Il presidente dell'Anp Abu Mazen ha accusato Israele di essersi macchiato di un «massacro» e ha indetto tre giornate di lutto.
Molti a Gaza avevano passato una nottata di veglia e di ansia in attesa della 'Flottiglia" e nel timore che essa si vedesse la via sbarrata in acque internazionali dalla marina militare israeliana. Nelle strade di Gaza la sensazione è adesso di una grande attesa, che dietro l'angolo avvenga un evento qualsiasi che «punisca Israele in modo profondo» e che faccia si che il blocco della Striscia venga rimosso. Malgrado tutto, secondo alcuni osservatori, un'operazione armata da parte di Hamas contro Israele non appare un'opzione realistica. La sensazione della popolazione è che spetti semmai alla diplomazia internazionale il compito di mettere in ginocchio il governo di Netanyahu.