Cuochi e baristi, occasioni nel turismo
PAVIA. Non solo cuochi e receptionist: il turismo in Provincia di Pavia occupa anche camerieri, portieri di notte, organizzatori di eventi e maestri della comunicazione che si occupino di marketing e promozione di un territorio che anche sul turismo conta per superare la crisi.
Senza dimenticare che, aspettando l'Expo sono tanti i progetti in partenza. E qualcuno potrebbe farsi imprenditore di se stesso pensando a servizi per un turismo sostenibile. Giovanni Merlino, presidente di Federalberghi per la provincia di Pavia scende nei dettagli: «Sono sempre di più i ragazzi che studiano per diventare chef, una professione che dà guadagni e visibilità, e ragazze laureate in turismo che scelgono di fare le receptionist per viaggiare e parlare le lingue». «Difficile trovare personale preparato come cameriere o per il servizio di sala - spiega tuttavia Merlino - e nonostante i buoni stipendi anche i portieri di notte scarseggiano».
Si possono guadagnare fino a 2mila euro al mese con 5 notti alla settimana, ma in Italia è una professione prettamente maschile. Spesso si trovano studenti universitari che lo fanno per due o tre giorni la settimana: serve la conoscenza delle lingue, saper usare un computer per gestire i sistemi alberghieri, e conoscere o apprendere le regole dell'albergo, dal dalchiedere i documenti alla puntualità. La corsa agli stagionali - soprattutto camerieri - è già partita in Oltrepo mentre a Pavia ci si prepara piuttosto alla stagione di 'stop" perché il turismo cittadino è legato più a congressi e affari. Le scuole? Sono una buona miniera di personale, spiega Merlino: «Per il personale di sala e la ristorazione ci rivolgiamo ai professionali, per altre figure attraiamo laureati in disciplime del turismo». Maria Assunta Cescon, direttrice dell'Apolf (ex Centro di formazione professionale di Pavia), conferma: «Secondo l'ultima indagine occupazionale il 60% dei ragazzi che abbiamo formato l'anno scorso già lavora, quasi tutti nel settore della ristorazione: aiuto cuoco, pasticceria e panetteria, sala bar». Conclude De Ghislanzoni: «Il turismo anche se ancora poco sviluppato impiega dalle guide ai gestori di agriturismi e ristoranti, al personale degli alberghi passando per chi vende prodotti tipici. Ma tanto c'è da fare». L'anno prossimo partirà il distretto culturale della Lomellina e non solo: «Nel progetto di Acqualunga - riprende De Ghislanzioni - c'è un punto di ristorazione e un centro di documentazione, serviranno quattro persone.