Intercettazioni, tocca al Senato
ROMA.Via ufficiale, oggi pomeriggio in aula al Senato, alla discussione sul disegno di legge per limitare l'uso delle intercettazioni. Un iter, quello del ddl, che si prevede pieno di insidie. Le modifiche già annunciate dalla maggioranza (11 emendamenti firmati dai vertici di Pdl e Lega) non convincono l'opposizione che promette battaglia. Sul piede di guerra poi l'associazione nazionale magistrati, già in polemica con il governo per gli eventuali tagli allo stipendio dei magistrati contenuti nella manovra economica. A cercare una mediazione per evitare lo sciopero (programmato dai rappresentanti dell'Anm e momentaneamente sospeso) sarà direttamente Gianni Letta, che incontrerà i vertici dell'associazione. Si parlerà delle norme contenute nella finanziaria e ovviamente del provvedimento sulle intercettazioni.
Le modifiche proposte dalla maggioranza al disegno di legge, come ad esempio la riduzione delle pene pecuniarie per gli editori, la possibilità di pubblicare riassunti delle indagini e l'eliminazione di limiti temporali alle intercettazione nel caso in cui le indagini riguardano la cattura di un latitante, non hanno attenuato le polemiche. Al centro dello scontro resta infatti la cosiddetta norma transitoria. Nel testo modificato da Pdl e Lega infatti si prevede l'estensione di alcune misure contenute già nel ddl anche a processi in corso, prima dunque della data di entrata in vigore. Una novità del disegno di legge che tra l'altro non rientrava nella mediazione condotta dal ministro della Giustizia Angelino Alfano con Gianfranco Fini. Tant'è che all'interno della maggioranza permangono i malumori dei parlamentari finiani. E non è escluso che nelle prossime ore ci siano nuovi incontri per individuare soluzioni condivise.
Chi non fa sconti è l'Italia dei Valori. Antonio Di Pietro aveva già ribatezzato il provvedimento «salva cricca», mentre il capogruppo alla Camera Massimo Donadi osserva come il ddl «sia una iattura per la democrazia». L'esponente dell'Idv promette battaglia contro «una legge indecente e criminogena. Promuoveremo campagne di disobbedienza civile». Il testo non piace all'Udc. E neppure al leader dei Democratici Pier Luigi Bersani (nonostante le modifiche resta l'insoddisfazione); comunque oggi, prima della seduta di Palazzo Madama, si riunirà l'assemblea dei senatori del Pd per decidere il da farsi. Intanto, a livello locale, il partito si mobilità tant'è che per oggi è stata fissata una manifestazione contro il ddl a Genova. A sperare invece in un iter veloce è la maggioranza, in modo che il testo possa ritornare alla Camera per l'approvazione finale. L'opposizione non «strumetalizzi le intercettazioni» è l'auspicio di Anna Maria Bernini, portavoce vicario del Pdl che invita la minoranza a non «renderle strumento di lotta politica e di contrapposizione corporativa».