Gambolò, tolta l'acqua ai sinti

GAMBOLO'. Il Comune toglie l'acqua alla comunità sinti. Con una lettera arrivata il 26 maggio il sindaco spiega ai sinti che vivono in via Mazzini che la fontanella alla quale attingono l'acqua verrà chiusa per razionalizzare. Nella lettera si spiega che se le famiglie sinti vogliono riavere l'acqua, ad oggi utilizzata solo da loro secondo il Comune, possono contattare l'Asm.
«Mi chiedo - dice Franco Ovara Bianchi, in rappresentanza della comunità sinti di Gambolò - visto che si fa per risparmiare l'acqua, perchè si chiuda una sola fontanella, delle cinque presenti a Gambolò. L'acqua è un bene di tutti e non vedo perchè solo noi dobbiamo pagare quella della fontanella che utilizziamo. A volte si fermano a bere anche i ragazzi o gli uccellini».
I sinti gambolesi non si rivolgeranno all'Asm. «Oggi - continua Bianchi - non siamo in condizione di pagare le bollette, ma quando avrò un lavoro e ci daranno una sistemazione come il campo nomadi, riusciremo a pagare l'acqua».
Da parte deldell'amministrazione comunale è stata espressa però l'intenzione di andare fino in fondo. «Non ho tagliato l'acqua - dice il sindaco Elena Nai - stiamo razionalizzando l'uso delle utenze, soltanto questo. Ho chiesto alle famiglie che si trovano ai bordi della strada che conduce alla frazioen Remondò se sono intenzionati a intestarsi le utenze. Se lo fanno potranno continuare ad avere l'acqua. Non chiuderemo soltanto quella fontana, ma anche altre due in paese, che hanno un sistema di controllo dei consumi. Quest'anno il prezzo delle tariffe è aumentato di cinque volte e l'amministrazione ha visto diminuire i trasferimenti dallo stato. Siamo in un momento di difficoltà e si rende necessario uno sforzo».
Nel giro di cinque giorni la fontanella quindi chiuderà e i nomadi sono pronti a chiedere che venga ridata loro l'acqua corrente. «In questo modo - continua Franco Ovara Bianchi - non potremo più lavarci né utilizzare i servizi».

Andrea Ballone