«Nessuno sfratto dal Vescovado di Pavia»
BELGIOIOSO.«Il Vescovado non c'entra niente con le presunte azioni di sfratto avviate nel Comune di Belgioioso». Don Franco Tassone, a nome della diocesi di Pavia, interviene dopo le dichiarazioni di Tino Negri, segretario del Sicet Cisl, che aveva parlato di un caso di sfratto richiesto a un inquilino di Belgioioso, che si è trovato in difficoltà economiche per aver perso il lavoro. L'inquilino sarabbe stato, secondo il sindacalista, in una casa del Vescovado. Lo stesso sindacato aveva comunque ammesso che il Vescovado non l'aveva lasciato senza un appoggio: «All'inquilino ha offerto un aiuto economico. Ma lo sfratto c'è e rimane».
Don Tassone smentisce le dichiarazioni del rappresentante del sindacato: «Il termine vescovado è definizione generica che riguarda tre differenti ambiti: la dignità vescovile, il territorio che è soggetto al governo spirituale del Vescovo, l'abitazione del vescovo. Il 'Vescovado di Pavia" non possiede, nelle tre accezioni sopra elencate, alcun immobile nel comune di Belgioioso». In questo modo la diocesi smentisce lo sfratto: «Non possedendo immobili in Belgioioso, non è possibile che il 'Vescovado" abbia potuto intraprendere azioni di sfratto».
Un caso c'è però stato, come ammette lo stesso don Franco Tassone: «Due inquilini morosi da lungo tempo, residenti in immobili posseduti da altro ente ecclesiastico in Belgioioso, sono fatti oggetto di procedura di sfratto al termine di concessione di ampia proroga e dopo un lungo periodo di reiterata insolvenza. Ogni Ente nel nostro ordinamento stipula contratti e firma le clausole che impegnano le parti secondo il codice civile e la Curia non ha altro modo di intervenire che con la Caritas.
Don Tassone comunque smentisce che quest'ente abbia penalizzato una famiglia in difficoltà: «Non risulta che i due inquilini morosi abbiano famiglie da mantenere, siano malati o abbiano perso il posto di lavoro - aggiunge il rappresentante della diocesi di Pavia -. L'azione di sfratto è stata avviata solamente quando si è constatato che, nonostante gli aiuti e la comprensione avuti, l'affitto dei locali era di fatto diventata un'occupazione abusiva».