Basso vola alto e afferra la maglia rosa
APRICA (So). Da brivido. La tappa del Mortirolo, trasformata in un thrilling, catapulta in rosa Ivan Basso. Ma non è il Mortirolo a fare il risultato: in fondo alla discesa, Arroyo ha solo 35'' di svantaggio. E' la salita finale dell'Aprica a buttare all'aria la classifica.
Certo, le tossine del Mortirolo pesano sulle gambe dello spagnolo, che lassù, sul Passo che rivelò Pantani, aveva corso in difesa, mentre Basso, Scarponi e Nibali picchiavano duro. Nel tuffo a valle, lo spagnolo aveva recuperato (Basso 'a spazzaneve" in discesa) quasi tutto. Ma poi si ritrova in triste compagnia: nel gruppetto che ha messo insieme per chiudere l'inseguimento dei tre, chi vorrebbe collaborare (Evans) non ha più gambe, e chi ha gambe (Vinokourov) dà l'impressione di volere qualcosa in cambio. Fatto è che in pochi chilometri Basso & C. prendono più di 3'.
Dimenticavamo, la tappa la vince Michele Scarponi, con la benedizione dei suoi due compagni di fuga in maglia Liquigas: Nibali e Basso. Si potrà anche dire che gliela regalano, ma nel ciclismo queste cose sono normali: la condivisione della fatica si 'ricompensa" cosi; a Michele importava la tappa (e magari il podio), a Basso la maglia. Arroyo, nonostante tutto, mantiene la seconda posizione, ma oggi se ne riparla.
La corsa parte pancia-a-terra: i 'non camosci" devono arrivare al Mortirolo già con gli occhi in croce per la fatica. Viene perfino mandata via la fuga, che a Evans non dispiace, perché dentro ha un paio di amici recenti. Il campione del mondo ha sempre dovuto arrangiarsi, visto che la sua squadra non esiste (ma poteva pensarci, prima di lasciare la più strutturata Lotto per la naïve Bmc). Ma a lungo andare, cantare e portar la croce costa. Il saldo arriva sul Mortirolo: Evans resta in gara fino a metà Mortirolo (c'è in fuga Garzelli, pronto a essere infilzato e scaricato a fondovalle), poi scoppia e tira a campre.
Nibali? Altro che strappato grattachecche in riva al mare, Vincenzo sapeva da tempo di dover venire al Giro al posto di Pellizotti: tira in salita, fa il - pazientissimo - pesce pilota per un Basso imbarazzante in discesa, poi lascia che il capitano spari tutto ciò che ha in corpo nella salita verso l'Aprica, come quattro anni fa.
Oggi - salvo sorprese - si va sul Gavia. Montagna tremenda, salita lunghissima. Patron Zomegnan dice che i veri problemi venivano dalla Forcola di Livigno, ma gli svizzeri hanno dato il via libera. Se questa mattina dovessero spuntare problemi di sicurezza, sono pronte tre «soluzioni B»: una senza Forcola, una senza Gavia, una senza entrambi. Tutte e tre salendo di nuovo il Mortirolo, ma da una terza via che sbuca sul percorso di ieri a tre chilometri dalla sommità.