Disabile investita, condizioni gravi
VOGHERA.«Non so se quella donna sia stata accecata o meno dal sole. Posso anche crederci, ma la verità è che la gente in auto ha sempre meno considerazione dei pedoni. E spesso i pedoni attraversano senza guardare. Manca il rispetto, e dal mancato rispetto degli altri possono arrivare le tragedie...».
Composta, educata ma profondamente addolorata, la figlia della disabile ottantenne di Lungavilla lancia questo appello all'educazione stradale. E lo fa mentre le condizioni della mamma sono gravissime: non ha ancora ripreso conoscenza dopo il terribile incidente al rondo Quarleri, travolta da un Suv mentre attraversava su una carrozzina a rotelle, spinta dalla badante. La donna, ha riportato numerose frattura, tra cui quella particolarmente preoccupante del bacino. E, al momento almeno, non è operabile. «Siamo sconvolti - ribadisce la figlia -, speriamo soltanto che la mamma torni lucida come prima, anche se avrà seri problemi fisici. Sono abituato, sono abituata a confrontarmi sempre con lei, spero di poter continuare a farlo...».
Resta aperto, intanto, il problema della sicurezza del rondò Quarleri e di altri importanti attraversamenti pedonali. Quelli sulle rotatorie sono particolarmente pericolosi: basta citare quello del Ponte rosso, dove non sono mancati i pedoni investiti.
Quest'ultimo incidente è avvenuto l'altro giorno in viale Montebello sulle strisce pedonali: la carrozzina era stata travolta da una Bmw condotta da una cinquantenne vogherese mentre attraversava sulle strisce. Una botta non esageratamente violenta, ma che aveva scaraventato l'anziana sull'asfalto. Subito soccorsa da un'ambulanza del 118, era stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale di Voghera in condizioni apparse subito gravi. Secondo l'amministrazione comunale l'attraversamento pedonale al rondò Quarleri non è particolarmente pericoso: l'assessore Vincenzo Giugliano, ha infatti subito sottolineato come l'attraversamento «è indicato da segnali luminosi e la conducente non era ad alta velocità, tanto è vero che si è fermata sulle strisce».
(ha coll. Emanuele Bottiroli)