La Cgil prepara lo sciopero generale

ROMA.Il 12 giugno manifestazione nazionale dei lavoratori del settore pubblico a Roma con lo slogan «solo sulle nostre spalle», entro il mese la proclamazione dello sciopero generale. La macchina organizzativa della Cgil è già partita. Le categorie più forti spingono per una mobilitazione. Oltre a quella dei metalmeccanici, si sono espresse per lo sciopero la Funzione pubblica e i lavoratori della conoscenza. Epifani bolla la manovra come «iniqua che divide il paese e colpisce i più deboli» e propone l'inserimento di un'addizionale di solidarietà sui redditi superiori ai 150 mila euro per liberare risorse da destinare al futuro dei giovani, il ripristino dell'Ici ma solo per i redditi da 90-100 mila euro, una tassazione unica sulle rendite finanziarie da portare dal 12% al 20% e l'aumento della tassazione dello scudo fiscale dal 5 al 7%.
Si fanno i conti sulla scure che si abbatterà sul lavoro pubblico. I medici della Cgil, ad esempio, rivelano che il dimezzamento dei precari e la cancellazione dell'80% delle consulenze metterà a rischio «il funzionamento dei servizi per l'emergenza e il pronto soccorso dove lavorano gran parte dei 12 mila medici precari».
Ma lo sciopero non piace a Cisl e Uil che hanno concertando col governo parte della manovra e che, per questo, sono stati ringraziati e definiti dal ministro Ronchi «parte del blocco riformista». Raffaele Bonanni (Cisl) ripete che lo sciopero «non è la strada migliore» mentre il segretario della Uil Angeletti non commenta.
Chi invece attacca a fondo la Cgil è il ministro Sacconi: «Probabilmente sarà uno sciopero non generale ma caporale» ironizza. Ma Epifani replica al governo e rilancia: «Manovra raccogliticcia, restano in piedi le ragioni dello sciopero. Dispiace vedere che il presidente del consiglio Berlusconi continui a lavorare per la divisione dei sindacati». Allo sciopero generale hanno già aderito la Federazione della sinistra, Sinistra e Libertà e l'Italia dei valori. (v.l.)