Un falso postino raggira donna di 83 anni E le ruba i risparmi

VOGHERA. «Stia tranquilla, signora: non sono un truffatore. I suoi soldi glieli lascio qui, sul tavolo». Poi, però, la pensione e tutti i risparmi dell'anziana spariscono lo stesso, sostituiti da foglietti di carta da giornale. E' accaduto l'altra mattina in una villetta isolata che si trova in strada della Vassalla, una traversa di via Cignoli, nella parte sud del rione di San Vittore. Il bottino ammonta a circa 1500 euro, in contanti e in banconote da 10, 20 e 50 euro: le più facilmente smerciabili.
La vittima dell'ennesimo furto-truffa agli anziani si chiama F.V., ha 83 anni e abita da sola in una costruzione isolata di strada della Vassalla. L'anziana si è accorta di essere stata derubata una mezz'ora dopo, quando ormai era troppo tardi per dare l'allarme e permettere ai carabinieri di rintracciare il ladro.
L'altro giorno, in tarda mattinata, F.V. è in casa. Si sta preparando il pranzo quando sente suonare alla porta. Va ad aprire e si trova davanti un uomo sui 40 anni, che indossa un cappello con la visiera: simile a quello che usavano una volta i postini. Lo sconosciuto, infatti, si qualifica come dipendente dell'ufficio postale.
Senza dare modo all'anziana di ragionare, il truffatore attacca subito con la solita filastrocca delle pensioni che - per un errore del centro contabile - sono state pagate con banconote false che avrebbero invece dovuto finire al macero.
La donna è titubante, non vorrebbe fidarsi, tenta di opporre resistenza: ma quello, come da copione, insiste. «Stia tranquilla, signora, non sono un truffatore - afferma con fare amichevole ma deciso - I soldi non me li porto via, li lascio qui. Voglio solo dargli un'occhiata per capire se fanno effettivamente parte di quel gruppo di banconote false, oppure no». L'anziana, un po' convinta e un po' temendo di essere aggredita dall'uomo, accetta di andare in camera sua a prendere il denaro: tutta la sua pensione dell'ultimo mese e un po' di risparmi. Nel frattempo, il presunto postino la aspetta in cucina.
Quando F.V. torna con il denaro, contenuto in una busta, la trappola è ormai pronta a scattare. Il sedicente postino finge di esaminare velocemente le banconote: poi, al termine del «controllo», dice alla pensionata che i soldi sono effettivamente falsi.
«Oggi pomeriggio deve presentarsi con questa busta all'ufficio postale più vicino - afferma il finto postino - La cassiera sostituirà le banconote false con quelle buone. Prima però deve portarmi il suo codice fiscale, cosi posso aprire la pratica di rimborso. Quando andrà alle poste, oggi pomeriggio, si ricordi portare con sè la tessera del codice fiscale».
Ormai convinta, F.V. torna in camera a prendere il codice fiscale: poi lo consegna al truffatore. Il malintenzionato scarabocchia qualcosa su un foglio, poi restituisce a F.V sia la busta che la tessera del codice fiscale. Un istante dopo il truffatore lascia l'appartamento con l'ultima raccomandazione per l'anziana: «Mi raccomando, signora - afferma - Oggi alle 14 vada subito alla posta, altrimenti non le cambiano più i suoi soldi». Poi sparisce lasciando la busta sul tavolo, in bella vista.
Pochi minuti dopo il dubbio torna a farsi strada nella mente di F.V. Solo a quel punto, infatti, l'anziana si rende conto che il presunto postino indossava i guanti, anche se in questi giorni fa caldo, e che non se li è mai tolti durante la loro conversazione. Angosciata, l'83enne apre la busta e si trova davanti a una brutta sorpresa: dentro non ci sono più i suoi 1500 euro ma dei fogli di carta da giornale, ritagliata in modo tale da avere le stesse dimensioni delle banconote da 50 euro. Evidentemente i guanti sono serviti al ladro-truffatore per non lasciare impronte digitali. A quel punto F.V. non può fare altro che avvisare dell'accaduto alcuni parenti, che chiamano subito il 112.