Autobus, la Regione prepara una nuova rivoluzione Ma le società non sono pronte
PAVIA. I pendolari hanno fatto appena in tempo ad abituarsi ai nuovi orari degli autobus e già si devono preparare a fronteggiare una nuova rivoluzione: la Regione Lombardia si prepara a 'razionalizzare" i servizi di trasporto su gomma tagliando gli attuali bacini di trasporto. In parole povere: già dall'anno prossimo le province di Pavia e Lodi potrebbero essere accorpate e dovrebbero trovare un unico gestore per i trasporti extraurbani dal Lodigiano, all'Oltrepo, alla Lomellina.
«Il problema è che nessuna delle società che attualmente garantiscono i trasporti nei tre bacini in cui è divisa la provincia di Pavia, la Sila per il Pavese, la Stav per la Lomellina e l'Arfea per l'Oltrepo, sembrano in grado di aggiudicarsi una gara per l'intera provincia più il lodigiano - taglia corto il segretario della Cisl Carlo Gerla -. E se le compagnie locali non avranno gli strumenti, il rischio è che l'allargamento dei bacini di trasporto pubblico apra le porte a compagnie straniere».
Il timore del sindacato, sostanzialmnte, è che si ripeta nel settore dei trasporti pubblici quello che si stava per verificare con l'acqua quando diverse multinazionali dei servizi hanno cercato di far breccia nel mercato pavese per conquistare le forniture di 500mila abitanti. Pavia sarebbe un mercato appetibile anche per i trasporti pubblici visto che, al momento, il 59 per cento degli spostamenti avviene con l'auto e solo il 13 per cento con autobus: significa che un privato potrebbe investire risorse per invertire il trend e aggiudicarsi un mercato sostanzialmente vergine.
Per cercare di capire come cambierà il panorama dei trasporti pubblici locali, la Cisl ha organizzato, per domani a Lodi, un convegno sul tema.
«Parteciperanno il presidente della Provincia di Pavia Vittorio Poma e l'assessore ai trasporti di Lodi Nancy Capezzera - spiega Gerla -. Poi ci saranno il presidente di Line Luca Fraschini e il consiglere delegato di Stav Alberto Cazzani. Sarà un momento di confronto tra amministratori e gestori delle compagnie per definire le prospettive in vista di un cambiamento regionale drastico».
E' vero che per il momento non ci sono certezze assolute sul piano che la Regione approverà, ma è ormai certo il piano che il Pirellone intende approvare. I bacini di utenza lombardi, ovvero le aree per le quali le Province indicono le gare d'appalto per affidare il servizio di trasporto pubblico, si ridurranno da 22 a 7. E siccome Lodi e il pavese sono sostanzialemnte omogenei oltre che confinanti, l'accorpamento sembra un passaggio obbligato». Se il Lodigiano è effettivamente omogeneo rispetto al Pavese, però, non lo è rispetto all'Oltrepo e alla Lomellina e si deve ancora capire come sia possibile garantire collegamenti rapidi ed efficaci tra le diverse aree della provincia di Pavia e dai centri maggiori al capoluogo».