L'Europa decide duri piani anti-deficit
ROMA.Tutti i governi europei stanno varando misure choc per il risanamento dei conti pubblici.
Berlino. Tagli ai sussidi di disoccupazione e ai trasferimenti ai Laender, abolizione delle esenzioni fiscali e forse anche un aumento delle tasse. Sono i pilastri della maxi-manovra finanziaria che la Germania sta preparando e che dovranno far risparmiare a Berlino 10 miliardi di euro l'anno da qui al 2016.
Madrid. Josè Luis Zapatero ha dovuto cedere e varare un nuovo giro di vite, dopo i tagli di 50 miliardi su tre anni annunciati nel febbraio scorso e l'aumento di due punti dell'Iva per luglio. Il governo di Madrid ha dovuto approvare venerdi una manovra bis da 15 miliardi: taglio medio del 5% degli stipendi degli statali, congelamento delle pensioni, scure su spesa sociale, aiuto allo sviluppo, investimenti pubblici. E, simbolicamente, i ministri si sono autoridotti gli stipendi del 15%.
Londra. I tagli alla spesa pubblica del nuovo cancelliere dello Scacchiere britannico, il conservatore George Osborne ammontano a oltre 6,2 miliardi di sterline entro l'anno, e sono il primo passo per ridurre il colossale deficit di Londra, giunto al record del dopoguerra. Secondo le stime, a fine anno si tratterà di 156 miliardi di sterline.
Parigi. Il primo passo di Parigi verso il riassetto del bilancio, annunciato qualche giorno fa dal premier Francois Fillon, sarà il congelamento delle spese pubbliche, bloccate al livello attuale in valore assoluto fino a fine 2012, fatta eccezione per gli interessi sul debito e la spesa pensionistica. Considerando il parallelo aumento dell'inflazione, stima sempre Fillon, la misura si tradurrà in una riduzione «del 10% in tre anni» delle «spese di funzionamento corrente dello Stato».(a.g.)