«Lettera inviata», poi l'Iran smentisce
ROMA.Prima la notizia che Teheran ha consegnato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) la lettera con i termini dell'accordo raggiunto per lo scambio di combustibile atomico in territorio turco. Poco dopo la smentita dello stesso rappresentante iraniano all'Aiea. «Non abbiamo consegnato la lettera» ha detto il diplomatico, Ali Asghar Soltanieh, che però spiega che il documento sarà inviato oggi.
Tutto è iniziato con la notizia resa nota dall'agenzia ufficiale iraniana Irna: Teheran ha consegnato la lettera al direttore generale dell'Aiea, Yukiya Amano, spiegando i termini dell'accordo raggiunto con la mediazione del Brasile e firmato lunedi scorso. In base all'intesa, l'Iran si è detto pronto a consegnare, depositandoli in Turchia, 1.200 chilogrammi del suo uranio arricchito al 3,5%, ottenendo in cambio 120 chilogrammi di combustibile prodotto da uranio arricchito al 20% per alimentare un suo reattore con finalità mediche. L'Iran ha comunque annunciato di voler continuare ad arricchire in proprio dell'uranio al 20%. Nel giro di poco, però, è arrivata la smentita dal rappresentante iraniano all'Aiea, Soltanieh. In mattinata, in un'intervista alla tv pubblica, il presidente del Parlamento di Teheran, Ali Larijani, ha detto che l'Iran abbandonerà l'accordo per lo scambio di uranio con la Turchia se gli Stati Uniti imporranno nuove sanzioni alla Repubblica islamica per il suo programma nucleare. «Se gli americani cercano l'avventura, che sia al Consiglio di sicurezza (Onu) o al Congresso (Usa), tutti gli sforzi di Turchia e Brasile saranno vani e questa strada (indicata dall'accordo di scambio) sarà abbandonata», ha minacciato. Da parte sua il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, ha criticato la Russia per il suo sostegno alle sanzioni contro Teheran che Washington tenta di far votare dal consiglio di sicurezza dell'Onu per il suo programma nucleare. Sempre ieri, l'Iran ha chiesto a Washington di adoperarsi per uno scambio di prigionieri al fine di assicurare il rilascio dei tre escursionisti americani detenuti a Teheran da dieci mesi.