Pavia vestita di nerazzurro Dal Bernabeu alla Minerva una notte di tifo e di passione
PAVIA. La voce ridotta al lumicino, di chi ha urlato a squarciagola tutta la notte. Il charter 'nerazzurro" che ha riportato a casa, dopo la trasferta madrilena, un gruppo di amministratori pavesi quasi afoni è atterrato con ritardo a Venezia. E cosi ieri pomeriggio il sindaco Alessandro Cattaneo e l'assessore ai Lavori Pubblici Luigi Greco hanno dovuto bruciare i chilometri sulla A4 Serenissima per assistere almeno al secondo tempo di Pavia-Spezia al Fortunati.
Per tutti una notte indimenticabile. C'è chi ha seguito la partita al Bernabeu fianco a fianco di Roberto Vecchioni: «Poco distante c'erano anche Antonacci, dj Francesco, Aldo, Giovanni e Giacomo - racconta Maurizio Niutta, direttore generale dell'Asp, che è approdato a Madrid con un gruppone di 180 persone organizzato dalla Banca Popolare di Milano -. E' stata una grande giornata di sport, una festa popolare. Ci sono andato proprio perché sapevo che sarebbe stata una bellissima giornata, poi abbiamo anche vinto. Spero solo che chi ha organizzato la festa bavarese per gufare l'Inter abbia digerito i due wurstel mandati da Milito». Una sobria t-shirt grigia, la sciarpa al collo e la maglia di Snejder in mano. Alle 8 di ieri ha rimesso piede in casa, giusto il tempo di cambiarsi per il battesimo di un nipote, tiepido juventino che ha cercato di corrompere con i gadget nerazzurri.
Al Bernabeu anche Paolo Romagnoli, la famiglia Ravizzaquasi al completo, Giovanni Merlinoe i patron del Pavia Pierlorenzoe Alessandro Zanchi.
Il sindaco Alessandro Cattaneoha acquistato i biglietti on-line martedi. E poi aereo low cost e hostal economico in centro. Nel borsone il corredo scaramantico. «La maglia nerazzurra con il mio nome - racconta - e quella bianca con la scritta 'sindaco" che mi hanno regalato i Ravizza. C'era un clima di festa bellissimo e ho incontrato là molti compagni di liceo e università con cui avevo condiviso anni di amarezza calcistica. Questa vittoria ci ha ripagati alla grande». Compagno di 'curva", proprio in mezzo agli irriducibili, l'assessore Luigi Greco. «Madrid era organizzatissima, i madrileni accoglienti hanno fatto fiesta con noi, non ho visto un momento di tensione. Abbiamo bevuto birra e mangiato jamon serrano con i tifosi tedeschi. Lo stadio è mozzafiato: all'inizio, tutti pigiati come acciughe, ho avuto quasi paura. Poi mi sono sciolto in lacrime di commozione».
A condividere con loro paella, sangria e momenti di gioia in plaza Major anche il consigliere Giovanni Demaria(«niente maglia, ho bruciato tutto ciò che avevo dell'Inter il 5 maggio 2002»), con gli amici pavesi Ruggero Lodola, Mino Boggiani, titolare della carrozzeria Borromeo, Mauro Vigorelli, informatore farmaceutico, e lo juventino Cristiano Bernardiche però pare porti bene alle finali di Champions e cosi si è ritrovato tra gli interisti a fare il coro.