Nuovi capitali per la centrale
CASEI GEROLA. Un nuovo socio industriale e uno finanziario potrebbero ridare fiato al progetto di centrale a Casei. Pare che Enel Green Power e Cariplo siano intenzionate a entrare nel business.
Sul fronte di Confagricoltura è stato annunciato un piano che entro il 2013 dovrebbe portare alla produzione di 165 megawatt e coinvolgere 7.300 aziende agricole a livello nazionale.
A Casei Gerola si produrrà energia elettrica utilizzando il sorgo da fibra. «Nelle prossime settimane presenteremo i nostri nuovi partner industriali e finanziari», ha annunciato Federico Vecchioni, presidente di Terrae e di Confagricoltura. Secondo quanto riferito da Vecchioni la parte finanziaria entrerà in Terrae con una quota del 30-35% mentre la parte industriale avrà una quota del 10% circa mentre la quota di Anb (i bieticoltori) scenderà dal 67 al 40%, mantenendo comunque la maggioranza relativa. Secondo alcune anticipazioni, il partner industriale di Terrae dovrebbe essere Enel Green Power, mentre quello finanziario sarebbe stato individuato in Cariplo. Intanto il ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan, ha firmato il decreto che dà l'ok al Contratto Quadro fra Coldiretti, Consorzi Agrari d'Italia e il gruppo Maccaferri per le produzioni di biomasse agricole destinate alla trasformazione in energia elettrica attraverso impianti di potenza superiore a 1 megawatt.
Inoltre l'altroieri, nella sede di Confagricoltura è stato presentato lo stato dell'arte per la riconversione di due ex zuccherifici, quello di Casei Gerola e quello di Bondeno (Ferrara), in impianti per la produzione di elettricità da biomasse verdi e olio vegetale. La riconversione fa capo a Terrae Spa (ex Finbieticola), che ha fra i suoi soci Anb (Associazione nazionale bieticoltori), Confagri Consult, Agri Finanziaria e CoProB. L'accordo quadro di Coldiretti-Maccaferri è il primo che attua il decreto Galan del 2 maggio. Provvedimento che punta alla realizzazione di «una filiera nazionale delle colture ad uso energetico». Le imprese coinvolte devono garantire la «tracciabilità della materia prima utilizzata», l'approvvigionamento delle biomasse deve provenire da almeno tre Regioni e il progetto di trasformazione agroenergetica deve essere dichiarato di «interesse nazionale». Sul progetto che fa capo a Terrae/ex Finbieticola pesa la sentenza del Tar del Lazio che ha ribadito la natura pubblica dei fondi della società e l'esito dell'indagine della Commissione del Mipaaf su quei fondi. Sentenza alla quale Terrae ha proposto ricorso al Consiglio di Stato. Proprio la pendenza del giudizio amministrativo è stata una delle motivazioni che hanno indotto l'amministrazione provinciale a rinviare la conferenza dei servizi che, lo scorso 6 maggio, avrebbe dovuto in sostanza dare il via libera alla costruzione della centrale. L'altra motivazione va ricercata nel fatto che, sino ad ora, non è stato firmato in Regione l'accordo di filiera che porterà alla riconversione delle coltivazioni dalla barbabietola al sorgo da fibra. Anche se, su questo punto specifico, le organizzazioni di categoria degli agricoltori hanno spiegato di essere assolutamente pronte alla firma dell'accordo che cambierà il volto di buona parte dell'agricoltura oltrepadana.